lunedì 2 agosto 2010

Donne e motori


Domenica. Mare.
Sveglia ore nove.

Ieri abbiamo cucinato.
Farro con ceci e pomodorini freschi.
Frittata di zucchine e cipolle.
Ci piace tenerci leggere.

Raccatto le amiche sparse per la città.
Si parte.
Destinazione Cala Pira.
Non sappiamo minimamente dove sia.
Seguiamo le indicazioni telefoniche del ragazzo di un'amica di un'amica.

Dopo un'ora. SS 125 bis.
La Polo blu elettrica della mater familias inizia a fare le bizze.
Si accendono due spie. Contemporaneamente.
"Ma via. Cosa vuoi che sia.
Ogni tanto si accendono a caso."

Per scrupolo guardiamo il libretto delle istruzioni della macchina.
"Guasto al motore gravissimo. Contattare al più presto l'auto officina specializzata più vicina."

Domenica mattina. Nel mezzo del nulla.
E c'è pure puzza di bruciato.

Panico. Piazzola d'emergenza. Telefono.
Chi diavolo possiamo chiamare?

Il padre di un'amica ha un amico che conosce un meccanico che forse...
Ci rivela un segreto professionale:
Spia rossa. Pericolo.
Spia gialla. Non è nulla.

Spia gialla. Falso allarme. Rimettiamo in moto.
Destinazione paradiso.
Musica a tutto volume.

"Eravamo quattro amiche in auto
che volevano cambiare il mondo

destinate a qualchecosa in più

che a un uomo ed un impiego in banca
si parlava con profondità
di anarchia e di libertà

tra un bicchier di coca ed un caffè

tiravi fuori i tuoi perché
e
proponevi i tuoi farò."

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