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mercoledì 10 novembre 2010

Un figlio di nome Elvis.


Adoro. Con tutto il mio cuore.
Una madre norvegese. Innamorata della sua passione.
Al punto di chiamare suo figlio Elvis.

Neanche Ligabue aveva osato tanto.

Elvis non porta scarpe di pitone.
E neanche un diamante in pieno dente.


Ma anche Elvis sa che per affittare una macchina. Per poter andare a fare il bagno nelle cascate. Servono poche. Ma essenziali cose.

Una carta di credito.
La patente.
Eventualmente del cibo. Tanta acqua.
Ed un costume da bagno.

Ma ad Elvis tutto questo non importa.
Elvis cercherà di affittare una macchina senza portarsi dietro la patente.
Ed Elvis farà il bagno con i pantaloni da motociclista.
Perché Elvis non porta neanche le mutande.

Ed Elvis infine farà contente delle simpatiche turiste giapponesi.
Quando. Nascosto dietro i cespugli per strizzare i pantaloni.
Si renderà conto di non essersi nascosto poi così bene.

domenica 7 novembre 2010

Darwin. E la sua gente.


Ogni posto ha la sua anima.
Che è diversa per ogni osservatore.
Dipende dalle sue scelte. Dal suo umore. Dalle sue voglie.
E un poco anche dal caso.

Darwin è calda e umida. Appiccicosa.
Primo avamposto della cultura aborigena. Del deserto. E della sua gente.

Per me è arte. E avventura.
Vissuta attraverso gli occhi degli altri.

All'aeroporto mi accoglie Zephyr.
Fotografo. Motociclista.
Con le unghie dei piedi smaltate di verde speranza.

Daniel
. Neozelandese.
Ha deciso di girare il mondo con la sua motocicletta.
Da sola attraverso l'Australia. L'Asia. E l'Africa.
A tempo indeterminato.

Vanessa. Canadese.
Con gli occhi azzurri e la pella ambrata.
Ha mollato tutto per l'avventura. Ed un camper.
Adora l'Australia. La sua gente. E il suo clima.

Pascal invece è deluso. Da una terra che ha sognato fin troppo.
E da bravo francese si lamenta.
Si lamenta ma continua il suo viaggio.
Sperando di venir contraddetto.

venerdì 29 ottobre 2010

Paradiso tropicale.

FOTO: usadifranci

Whitsundays Islands.
Settanta quattro perle disseminate nell’acqua cristallina.
Gioielli tropicali.

Scogliere a picco sul mare.
Ricoperte di imponenti abeti.
Quindici metri di adrenalinici tuffi. Ai quali rinuncio volentieri.

Bianche. Interminabili spiagge.
Che si muovono con le maree.
In cui lo sguardo si perde.

Joe vive sulla sua barca.
Cinquantadue piedi. Due alberi.
Ormeggiata nel porto di Airlie Beach.

Sotto un cielo che cambia colore.
Mentre le stelle si affacciano sul mare.
Mangiamo.
Cous cous ai funghi e frutti di mare.
(Questa volta mi son proprio superata.)
Una birra.
E parliamo di mare. Di viaggi. D’amore.

Sotto cielo trapuntato di stelle.
Mentre la barca fende l’oscurità.
Ti penso.

venerdì 15 ottobre 2010

Ritratti.

Larissa è bellissima.
Efelidi. Capelli di fuoco. E pelle di porcellana.
Tra tre settimana parte anche lei. Ancora non sa dove andrà. Ma la sua valigia è già pronta.
Ci ospita di nascosto dalla nonna in vacanza.

Carol. Timida e riservata.
Lavora per il governo. Viaggia per conto suo. Alla ricerca di qualcosa di diverso.
Cerca di farci amare Brisbane sotto la pioggia.

David. La sua casa si affaccia sul mare.
Vende barche ai ricconi. E ci porta in gita sul suo piccolo catamarano.

Keith non può ospitarci.
Questo fine settimana c’è il suo raggio di sole. Oliver. Tre anni.
Ma ci invita per colazione.
Toast. Uova. Pancetta. Salsiccia. E frutta.
Costruiamo aeroplanini di carta per Oliver.
Che ci ignora allegramente preso nelle sue costruzioni.

Ognuno è diverso.
Ognuno ha le sue ragioni. I suoi perché.
Semplice amore. Voglia di viaggiare. Di conoscere qualcosa di nuovo. Di condividere.
Di scavare dentro se stessi.

Ma tutti ci accolgono con la stessa incondizionata fiducia.
E ci regalano il loro tempo. La loro storia.
Un pasto. O due.
Un tetto sopra la testa.

Non veo l'ora di ricambiare.

sabato 18 settembre 2010

Riflessioni. Senza specchio.

FOTO: toreplatz

Navigare sui divani altrui.
All'improvviso compari nella vita di perfetti sconosciuti. A casa loro.

Tra il loro caos. Per un giorno. Una settimana. Un mese.
Chissa'.

Ti aprono una finestra sulla loro giornata.
Tu ti adatti.
Porti qualcosa di tuo la' dentro.
Una foto.
Un sorriso.
Un poco di sana cucina italiana.


Dopo un mese. Girovagando.
Non mi manca la mia stanza.
Il mio personale regno.
In cui ogni cosa ha il suo entropico perche'.
Tutto il mio mondo e' dentro la mia valigia. E non ho bisogno di nient'altro.
E' una sensazione nuova. Questa leggerezza.
E mentre dall'altra parte del globo la vita riprende uil suo corso.
Scuola.
Esami.
Autunno.
Io mi rendo conto davvero di essere qui. Per la prima volta.

lunedì 13 settembre 2010

Cinquecento

Vnererdì 10 Settembre 2010
E sabato.
Una settimana.
Cinquecento chilometri.
Ce la stiamo prendendo comoda.

La temperatura inizia a salire.
La gente comincia a dimenticarsi le scarpe a casa.
A volte anche la maglietta.

A Coffs Harbour lasciamo Stefan al suo destino.
E riprendiamo col couch surfing.
A casa di veri surfisti.

Bobby. Ventisei anni. Ingegnere ambientale.
E Daniel. Vent’anni. Studente.

Biondissimi. Bruciati dal sole. E dal sale.

Ci portano a sentire degli amici che suonano.
Un bicchiere di vino.
Due. Tre. Quattro.

Rimaniamo a dormire nel camper. Nel bel mezzo del nulla.
Sotto un meraviglioso cielo stellato.
Come non l’ho visto mai.

La mattina ci svegliano i raggi del sole.
Indossiamo la muta.
E riprendo la mia battaglia personale contro le onde.

I numerosi lividi sulle mie ginocchia dimostrano il mio misero fallimento.
E il sorriso stampato sulla mia faccia la gioia della battaglia.

giovedì 26 agosto 2010

Triste storia di una macchina mai vista.

Orami sono da due settimane a Sydney.
E' tempo di spostarsi. Move on.

Degli amici di amici di amici hanno bisogno della loro macchina.
Lei è a Sydney. Deve andare a Bowen.
Io sono a Sydeny. Voglio andare a Bowen.
Li contatto.
Certo che si può fare. La macchina è perfetta. Pronta per la partenza.

Devo solo trovare dei compagni di viaggio.
Metto un annuncio.
AAA Cercasi travel mates.
Per dividere costi. E avventure.


Noonie e suo marito vorrebbero un passaggio. Proprio sino a Bowen.
Ma nessuno dei due ha la patente.

Tony vuole partire ieri. Come questo sia possibile mi sfugge.

Lucilie non ha la patente. Ma la sua amica si. Arriva da Melbourne sabato.
Domenica partiamo.
Con la macchina di un perfetto sconosciuto.
Spero che non sia rubata. E neanche imbottita di droghe.

In ogni caso meglio non farsi fermare dalla polizia.

Sono fortunata.
Il problema non si pone.

Ieri hanno rubato la macchina.

martedì 24 agosto 2010

The German Party.

Arriva il fine settimana.
I miei couchsurfers mi portano a vivere la movida australiana.
House warming party.
Festa di inaugurazione della casa.
Di ex couchsurfers.

Portiamo delle piante. Di buon auspicio.
E birre. Che vanno sempre bene.

Festa tedesco-scandinava.
Musica. Birra. E vino in in scatola.
Le feste si assomigliano in tutto il mondo.

Se non fosse per un piccolo particolare.
Non sono mai stata chiusa in una stanza con così tante persone bionde.
Veramente bionde.

Di solito sono io la bionda del gruppo!

lunedì 23 agosto 2010

La sera. E' bello essere a casa.

La sera è bello tornare a casa. Dopo il lavoro.
E trovare questo dolce caos.
Intreccio di culture. E persone.
Una toccata e fuga.
Ognuno è di passaggio.
Ma lascia qualcosa qui.

Sul muro una cartina.
Ci sono anche io. Piccolo puntino nel mare d'europa.

Oggi cucinano le ragazze americane. Nachos e altri snack.
Abbiamo avuto una cena italiana.
Una ratatouille francese.
Una colazione/cena americana. Con brownies e salsiccia.

Certe esperienze formano il carattere!

mercoledì 18 agosto 2010

Casa dolce casa

Piccolo quartiere. Piccole. Vecchie. Meravigliose case.
Caffè italiani. Studi di architetti.
E avvocati.

Mi accolgono con un sorriso.

Polly
. Architetto. Sangue russo nelle vene.
Bionda. Gentile.
No worries. Stai quanto ti pare.

Ro. Studia web design. Irlandese. Gay sino al midollo.
Con una sfrenata passione per i telefilm.

Sophie. Sfuggente e sorridente studentessa di moda.
Con uno splendido guardaroba.

Alexis. Francese.
Sei la prima italiana che ammettiamo in casa.
Per ovvie motivazioni calcistiche.

Annie. Una couch surfer californiana.
Blogger. Aspirante giornalista. Alla fine del suo viaggio.

Strano mix. Ma particolarmente ben riuscito.
Cucino per loro. Pasta provola e pomodorini.
E l'immancabile tiramisù.

Si parla di viaggi. Telefilm.
Ha un che di familiare...

martedì 17 agosto 2010

Couch surfing #1

FOTO: Wellstone

Lunedì devo lasciare l’ostello. Centralissimo.
Bisogna trovare una sistemazione alternativa.
Couch surfing.

Prima casa.
Mi invitano a pranzo per vedere la location.
Porto del gelato con me.

Mi apre la porta Ash. Piacere.
Loro sono A, K e J. Tre belle fanciulle occupano dei materassi all’ingresso.
Questi invece sono M, M. Una coppietta nella prima stanza.
Nella seconda due sacchi a pelo. E un divano.

Libri ovunque. Il giapponese in quaranta lezioni. L’etica del cibo. Go vegan.

Stanno preparando un piatto di pasta. La più fantasiosa mai vista. Con qualsiasi verdura random. Salsa di soia. E zenzero.
Il risultato non è male.

Puoi stare quanto vuoi.
Senza pagare.
Anche noi siamo abusivi.
La casa è andata a fuoco e il proprietario non ha i soldi per ristrutturarla.
Ma lo stiamo facendo noi.
C’è il 50% di probabilità che se ci scopre ci lasci restare.
In fondo gli stiamo facendo un favore.