Finalmente ho trovato il modo di realizzare il mio sogno segreto.
Ho attraversato tremila chilometri.
Tra il mare ed il nulla.
Solo per poterlo fare.
Per poter passare un giorno. Un giorno soltanto.
Con dei vecchi vestiti. E tanto entusiasmo.
Per poter essere muratore.
Muratore per un giorno.
Muratore per pochi dollari.
Muratore per l'arte.
Pedro è un fotografo. Uno scultore.
Tira fuori l'anima del legno.
Sedie. Serpenti. Sogni.
Ha un sorriso sdentato. E la pancia da birra.
Un enorme talento.
E poco senso degli affari.
Rivoltiamo la sua umile dimora.
Per far riemergere la vecchia galleria d'arte. Che dorme sotto le ceneri.
Musica.
(Colonna sonora di Kill Bill II. Tanto per non farci mancare nulla.)
Vernice. E parole.
Tante parole. Fotografia.
Consigli. E scoperte.
E poi al tramonto sul molo.
Per sperimentare.
E con un sorriso soddisfatto sulle labbra porto a casa alcune delle foto più belle che abbia mai scattato.
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lunedì 8 novembre 2010
domenica 10 ottobre 2010
La luna

Chris guarda la luna.
Ogni giorno i turisti dicono addio all'Australia da la sopra.
E lui li ha immortalati.
Accanto alla luna.
domenica 5 settembre 2010
Cartolina dal primo road trip
mercoledì 25 agosto 2010
Sydney per turisti #2. Chinatown.
Io e Talìa continuiamo nel nostro girovagare.
Proprio dietro il porto c'è Chinatown.
Il Giardino Cinese è fantastico.
Oasi di pace.
Acqua. E bonsai.
Minuscole riproduzioni della perfezione.
Una bimba bionda sfoggia orgogliosa il suo kimono.
E sorride felice quando le scatto una foto.
Più avanti ci si perde nei vicoli.
Ideogrammi.
Tea shop. Dove brufolosi adolescenti asiatici condividono confidenze. E tazze di tea.
I parrucchieri promettono ginger look.
File di ristoranti. Per ignari turisti alla ricerca di sapori speziati.
Sembra davvero di essere in un altro mondo.
Riguardo le foto che ho scattato.
E l'illusoria sensazione di aver catturato l'anima di questo posto svanisce.
Ma è proprio questo il bello.
Così sono costretta a tornarci.
Proprio dietro il porto c'è Chinatown.
Il Giardino Cinese è fantastico.
Oasi di pace.
Acqua. E bonsai.
Minuscole riproduzioni della perfezione.
Una bimba bionda sfoggia orgogliosa il suo kimono.
E sorride felice quando le scatto una foto.
Più avanti ci si perde nei vicoli.
Ideogrammi.
Tea shop. Dove brufolosi adolescenti asiatici condividono confidenze. E tazze di tea.
I parrucchieri promettono ginger look.
File di ristoranti. Per ignari turisti alla ricerca di sapori speziati.
Sembra davvero di essere in un altro mondo.
Riguardo le foto che ho scattato.
E l'illusoria sensazione di aver catturato l'anima di questo posto svanisce.
Ma è proprio questo il bello.
Così sono costretta a tornarci.
lunedì 14 giugno 2010
Motivo numero quattro: click

FOTO: Roos
Inserito originariamente da www.alessandramaginiphotogallery.com
Amo fotografare. E a quanto pare non mi riesce neanche malaccio.Inserito originariamente da www.alessandramaginiphotogallery.com
La mia reflex si chiama Tàlia. È la musa greca della commedia. Quella proprio della fotografia ancora non ce l’avevano.
Forse sarebbe stato meglio Clio, colei che rende celebri. Ma la Renault ha ucciso in me ogni poesia.
Tàlia mi piace.
Tàlia mi ha insegnato a guardare. Con occhi nuovi.
Osservo ogni particolare. Fisso nella mia testa ogni immagine. Foto che non sarei neanche in grado di scattare.
Vado in Australia a fotografare i canguri.
Amo anche i clichè.
lunedì 7 giugno 2010
Maledettissimo Flickr
Flickr+voglia di viaggiare=cazzeggio infinito.
La mia tesi soffre immensamente. Io sogno cieli azzurri e mare e deserto. Ancora non riesco a credere che lo sto facendo. Come minimo pioverà ininterrottamente.
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