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sabato 27 novembre 2010
La dura realtà.
Dio.
Come mi è mancata la città.
Con gli occhi che brillano osservo Sydeny muoversi.
Pulsante di vita.
Come amo questi piccoli negozi.
Ognuno dotato di propri pensieri. E personalità.
Il brusio attorno ai caffè. La domenica pomeriggio.
Il sole che si riflette nei grattacieli. In lontananza.
Le coppiette che sonnecchiano pigre nel parco.
Il traffico.
La vita.
I contrasti.
Ma soprattutto. La gente.
Uomini.
Donne.
Bambini.
Che scorrono come vivo sange nelle arterie di questa città.
Con i loro umori.
I loro pensieri.
Le chiacchere.
E la fretta.
Dio.
Come mi è mancata la città.
mercoledì 17 novembre 2010
Della vita. Della morte. E della storia. Che si ripete.
Elvis porta una maglietta militare.
E' lacerata. Da parte a parte.
Proprio lì. Dove c'è il cuore.
L'ha trovata sulla spiaggia. Da qualche parte in Asia.
Subito la mia immaginazione vola.
Pesante come un macigno.
Forse qualcuno è morto. Dentro quella maglietta.
Combattendo una guerra in cui credeva.
O per qualche falso ideale.
O forse il soldato è sopravvissuto.
Ed è tornato a casa. Ad abbracciare la sua amata.
E ancora oggi ogni notte si sveglia. Sudato e terrorizzato.
Ma col cuore che batte forte nel petto.
O invece quella maglietta è stata comprata in un negozio.
Ed ha viaggiato con Elvis tutta la sua vita.
Su una motocicletta.
Felice e spensierata.
Senza sapere cosa sia la guerra.
Ma in fondo non mi importa.
Dopo una settimana sono ancora qui.
A pensare alla sua storia.
E a raccontarvela.
E mentre la mia immaginazione vola.
Pesante come un macigno.
Da qualche parte nel mondo. In questo istante.
Un soldato muore.
Nel silenzio dell'anonimato.
E nessuno si ferma a raccontare la sua storia.
E' lacerata. Da parte a parte.
Proprio lì. Dove c'è il cuore.
L'ha trovata sulla spiaggia. Da qualche parte in Asia.
Subito la mia immaginazione vola.
Pesante come un macigno.
Forse qualcuno è morto. Dentro quella maglietta.
Combattendo una guerra in cui credeva.
O per qualche falso ideale.
O forse il soldato è sopravvissuto.
Ed è tornato a casa. Ad abbracciare la sua amata.
E ancora oggi ogni notte si sveglia. Sudato e terrorizzato.
Ma col cuore che batte forte nel petto.
O invece quella maglietta è stata comprata in un negozio.
Ed ha viaggiato con Elvis tutta la sua vita.
Su una motocicletta.
Felice e spensierata.
Senza sapere cosa sia la guerra.
Ma in fondo non mi importa.
Dopo una settimana sono ancora qui.
A pensare alla sua storia.
E a raccontarvela.
E mentre la mia immaginazione vola.
Pesante come un macigno.
Da qualche parte nel mondo. In questo istante.
Un soldato muore.
Nel silenzio dell'anonimato.
E nessuno si ferma a raccontare la sua storia.
domenica 14 novembre 2010
Il treno rosso.
Eccomi qui.
Sul treno che scorre lento. Dolcemente.
Attraverso il deserto.
Nel cuore rosso dell’isola.
Diretta verso la mia ultima meta.
Ventiquattro ore di viaggio.
Mille cinquecento chilometri.
Per potermi godere questa dolce malinconia.
Una fetta di torta.
Un caffè.
E la mia musica.
Mentre fuori dal finestrino il panorama cambia lento.
Mi ritaglio il mio angolo di solitudine sul treno affollato.
Ripenso agli incontri. Alle conversazioni. Ai sorrisi.
Molti di questi passeranno. Veloci come il vento.
Senza lasciare tracce. Persi nel cassetto dei ricordi sbiaditi.
Sulla luna. Accanto al senno di Orlando.
Ma alcuni.
Alcuni riafioreranno quando meno me lo aspetto.
Guardando la luna.
Assaporando una spezia.
Scattando una foto.
Sono le persone. I discorsi. Gli occhi sinceri. Che porto con me.
Oltre che qualche ricetta.
E ben trenta chili di rossa valigia.
Sul treno che scorre lento. Dolcemente.
Attraverso il deserto.
Nel cuore rosso dell’isola.
Diretta verso la mia ultima meta.
Ventiquattro ore di viaggio.
Mille cinquecento chilometri.
Per potermi godere questa dolce malinconia.
Una fetta di torta.
Un caffè.
E la mia musica.
Mentre fuori dal finestrino il panorama cambia lento.
Mi ritaglio il mio angolo di solitudine sul treno affollato.
Ripenso agli incontri. Alle conversazioni. Ai sorrisi.
Molti di questi passeranno. Veloci come il vento.
Senza lasciare tracce. Persi nel cassetto dei ricordi sbiaditi.
Sulla luna. Accanto al senno di Orlando.
Ma alcuni.
Alcuni riafioreranno quando meno me lo aspetto.
Guardando la luna.
Assaporando una spezia.
Scattando una foto.
Sono le persone. I discorsi. Gli occhi sinceri. Che porto con me.
Oltre che qualche ricetta.
E ben trenta chili di rossa valigia.
giovedì 4 novembre 2010
Divorzio. [Divorce.]
Dopo sessanta giorni.
Tremila chilometri.
Le nostre strade si dividono.
Carlos ed Elvira hanno trovato una nuova famiglia. Che li amera' come li abbiamo amati noi.
Craig è in volo per Adelaide.
Mentre io attendo il mio aereo per Darwin.
C’è stata una dura battaglia per la divisione del cibo.
Ho gentilmente ceduto il burro d’arachidi e gli istant noodel con cui il britishman ha appestato le mie colazioni. In cambio dei miei amati cerali.
Ma sulle spezie non ho ceduto. Sono tutte mie!
Dopo tanto tempo è strano essere davvero di nuovo soli.
Craig è un cartone animato vivente.
Un bambino barbuto a cui hanno concesso la patente.
Una voragine senza fondo in cui è possibile far scomparire inaudite quantità di cibo in qualsiasi momento del giorno e della notte.
Un gentilman che mi ha deliziato con inaspettate melodie animalesche.
Un amico paziente che è riuscito a sopportare i miei repentini cambiamenti d’umore. I miei trip mentali. I miei insani bisogni alimentari.
Mi ha trascinato in acqua a sfidare le onde.
Mi ha accompagnato alla ricerca della mia tavola da surf.
Mi ha incoraggiata.
E ha riso di me.
E del mio entusiasmo.
Grazie.
After sixty days.
And three thousand kilometers.
Our path’s diverged.
Carlos and Elvira have found a new family that is going to love them as much as we did.
Craig is in flight to Adelaide.
I'm waiting for my plane to Darwin.
There has been a big fight for the division of food.
I kindly give up the peanut butter and the noodles, which has made my breakfast a smelling nightmare. Its in return for my beloved cerals.
I refused to give the spices, they’re all mine.
After so much time it’s strange to be really alone again.
Craig is a living cartoon.
A bearded child with a driving license.
A bottomless abyss in which it is possible to wipe out untold amounts of food at any time of day or night.
A gentleman that has delighted me with unexpected bestials melodies.
A patient friend that managed to put up with my mood swings. My mental trips. My insane alimentar needs.
He pulled me into the water to feel the challenge of waves.
He accompanied me in search of my surfboard.
He supported me.
And he laught at me.
And at my enthusiasm.
Thanks.
Tremila chilometri.
Le nostre strade si dividono.
Carlos ed Elvira hanno trovato una nuova famiglia. Che li amera' come li abbiamo amati noi.
Craig è in volo per Adelaide.
Mentre io attendo il mio aereo per Darwin.
C’è stata una dura battaglia per la divisione del cibo.
Ho gentilmente ceduto il burro d’arachidi e gli istant noodel con cui il britishman ha appestato le mie colazioni. In cambio dei miei amati cerali.
Ma sulle spezie non ho ceduto. Sono tutte mie!
Dopo tanto tempo è strano essere davvero di nuovo soli.
Craig è un cartone animato vivente.
Un bambino barbuto a cui hanno concesso la patente.
Una voragine senza fondo in cui è possibile far scomparire inaudite quantità di cibo in qualsiasi momento del giorno e della notte.
Un gentilman che mi ha deliziato con inaspettate melodie animalesche.
Un amico paziente che è riuscito a sopportare i miei repentini cambiamenti d’umore. I miei trip mentali. I miei insani bisogni alimentari.
Mi ha trascinato in acqua a sfidare le onde.
Mi ha accompagnato alla ricerca della mia tavola da surf.
Mi ha incoraggiata.
E ha riso di me.
E del mio entusiasmo.
Grazie.
After sixty days.
And three thousand kilometers.
Our path’s diverged.
Carlos and Elvira have found a new family that is going to love them as much as we did.
Craig is in flight to Adelaide.
I'm waiting for my plane to Darwin.
There has been a big fight for the division of food.
I kindly give up the peanut butter and the noodles, which has made my breakfast a smelling nightmare. Its in return for my beloved cerals.
I refused to give the spices, they’re all mine.
After so much time it’s strange to be really alone again.
Craig is a living cartoon.
A bearded child with a driving license.
A bottomless abyss in which it is possible to wipe out untold amounts of food at any time of day or night.
A gentleman that has delighted me with unexpected bestials melodies.
A patient friend that managed to put up with my mood swings. My mental trips. My insane alimentar needs.
He pulled me into the water to feel the challenge of waves.
He accompanied me in search of my surfboard.
He supported me.
And he laught at me.
And at my enthusiasm.
Thanks.
lunedì 25 ottobre 2010
Ultime onde.
Agnes Water è l’ultimo baluardo degli indomiti surfisti.
Prima che l’orribile e cattivissima barriera corallina uccida ogni onda.
L’ostello è un covo di irrinunciabili surfers. Che non riescono a dire addio all’ultima onda.
Full moon party.
Raggiungiamo silenziosi la spiaggia. Guidati dalla sola luce della luna piena.
L’atmosfera è irreale.
Un fuoco scoppietta felice.
Lanciando scintille che vanno a confondersi con le stelle.
Rane e grilli fanno a gara per coprire il rumore delle onde.
Il mare è gelido.
E risplende di luce lunare. Come se fosse stregato.
Entriamo pian piano nell’acqua nera e scintillante. Con le nostre tavole.
Senza poter vedere la pericolosa vita che scorre la sotto.
Ma questo rende l’ultima onda ancora più eccitante.
venerdì 3 settembre 2010
L'alba di un nuovo giorno
Non sono una persona mattiniera.
Di solito quando ammiro l'alba è perché ho fatto tardi la notte prima.
Per essere sulle Blue Montains alle nove lascio Wollongong col treno delle sei.
Costeggiamo la Great Ocean Drive.
E' un tripudio di rosa. Corallo. Orchidea. Salmone pallido.
La tavolozza dei colori di wikipedia non mi aiuta.
Ma la natura se ne frega del mio tentativo di imbrigliarla.
E nasce il nuovo giorno.
Dietro la curva. Lungo il precipizio.
Due intrepidi corridori. Mattinieri.
Per un secondo un pensiero cerca di insinuarsi nella mia testa.
Ma io crudele lo riporto alla dura realtà.
Svegliarsi all'alba. Per gustarsi un'indimenticabile alba milanese.
Tra lo smog di Viale Certosa.
Non rientra proprio nella lista delle mie priorità.
domenica 1 agosto 2010
La rivincita dei koala
Lo ammetto. Avevo sottovalutato il potenziale dei koala.
Carini e coccolosi.
Non hanno mai attirato la mia attenzione.
Ne stuzzicato la mia fantasia.
Dopo aver visto questa immagine ho rivalutato la mia posizione.
Un koala celeste. Tamarro. In canotta bianca. Tatuaggi da carcerato.
"Who's ze boss?". Con un mezzo sorriso.
Ha vinto.
Non ci sono canguri boxer che reggano.
Carini e coccolosi.
Non hanno mai attirato la mia attenzione.
Ne stuzzicato la mia fantasia.
Dopo aver visto questa immagine ho rivalutato la mia posizione.
Un koala celeste. Tamarro. In canotta bianca. Tatuaggi da carcerato.
"Who's ze boss?". Con un mezzo sorriso.
Ha vinto.
Non ci sono canguri boxer che reggano.
martedì 27 luglio 2010
In vena di sentimentalismi
Sono arrivata a Milano tre anni fa. A novembre.
Lei era bellissima. Tutta rossa e oro. Il cielo blu e l'aria fredda dell'autunno.
Io ero delusa ed amareggiata. Dall'amore. E da una città che non ero riuscita a vivere appieno.
E in questi tre anni ho dato il peggio ed il meglio di me stessa.
Ho imparato ad essere ordinata. A modo mio.
Ho smesso di rifugiarmi dentro lo studio ed i miei silenzi.
Ho imparato a contare su me stessa. E ad amarmi e stimarmi.
Ho incontrato persone meravigliose. Un po' per caso e un poco per sfacciataggine.
Qualcuno è passato e ha lasciato qualcosa. La passione per la fotografia. Una ricetta. Una macchia di vino sul muro. Una sciarpa.
Qualcun'altro va e viene. Per qualche giorno o qualche mese.
Altri son entrati nella mia vita e non se ne vogliono proprio andare. Ed io in fondo non vedo l'ora di tornare per iniziare questa nuova avventura con loro.
La laurea. Il trasloco. L'Austarlia.
A novembre quando tornerò sarà tutto nuovo e tutto diverso.
E' un'emozione bellissima. Questa pagina bianca davanti. Ancora tutta da scrivere.
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