Eccomi qui.
Sul treno che scorre lento. Dolcemente.
Attraverso il deserto.
Nel cuore rosso dell’isola.
Diretta verso la mia ultima meta.
Ventiquattro ore di viaggio.
Mille cinquecento chilometri.
Per potermi godere questa dolce malinconia.
Una fetta di torta.
Un caffè.
E la mia musica.
Mentre fuori dal finestrino il panorama cambia lento.
Mi ritaglio il mio angolo di solitudine sul treno affollato.
Ripenso agli incontri. Alle conversazioni. Ai sorrisi.
Molti di questi passeranno. Veloci come il vento.
Senza lasciare tracce. Persi nel cassetto dei ricordi sbiaditi.
Sulla luna. Accanto al senno di Orlando.
Ma alcuni.
Alcuni riafioreranno quando meno me lo aspetto.
Guardando la luna.
Assaporando una spezia.
Scattando una foto.
Sono le persone. I discorsi. Gli occhi sinceri. Che porto con me.
Oltre che qualche ricetta.
E ben trenta chili di rossa valigia.
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domenica 14 novembre 2010
venerdì 29 ottobre 2010
Paradiso tropicale.
Whitsundays Islands.
Settanta quattro perle disseminate nell’acqua cristallina.
Gioielli tropicali.
Scogliere a picco sul mare.
Ricoperte di imponenti abeti.
Quindici metri di adrenalinici tuffi. Ai quali rinuncio volentieri.
Bianche. Interminabili spiagge.
Che si muovono con le maree.
In cui lo sguardo si perde.
Joe vive sulla sua barca.
Cinquantadue piedi. Due alberi.
Ormeggiata nel porto di Airlie Beach.
Sotto un cielo che cambia colore.
Mentre le stelle si affacciano sul mare.
Mangiamo.
Cous cous ai funghi e frutti di mare.
(Questa volta mi son proprio superata.)
Una birra.
E parliamo di mare. Di viaggi. D’amore.
Sotto cielo trapuntato di stelle.
Mentre la barca fende l’oscurità.
Ti penso.
sabato 2 ottobre 2010
Libertà.
Rosse.
Nere.
Verdi.
A righe.
O a fiori.
Ballerine. Decolté. Stivali. Mocassini.
Sono donna. Non posso fare a meno di amare le scarpe.
Ne possiedo un discreto quantitativo.
Le indosso fantasiosa.
E le ammiro nelle vetrine milanesi.
Sogni proibiti. Fuori dalla mia portata.
Ho smesso di indossare le scarpe qualche chilometro fa.
Le porto nel taschino.
Senza rimpianti.
Sento la terra sotto i miei piedi.
La sabbia.
L’erba.
L’asfalto.
Assaporo ogni superficie. Curiosa. E meravigliata.
Finalmente libera.
Nere.
Verdi.
A righe.
O a fiori.
Ballerine. Decolté. Stivali. Mocassini.
Sono donna. Non posso fare a meno di amare le scarpe.
Ne possiedo un discreto quantitativo.
Le indosso fantasiosa.
E le ammiro nelle vetrine milanesi.
Sogni proibiti. Fuori dalla mia portata.
Ho smesso di indossare le scarpe qualche chilometro fa.
Le porto nel taschino.
Senza rimpianti.
Sento la terra sotto i miei piedi.
La sabbia.
L’erba.
L’asfalto.
Assaporo ogni superficie. Curiosa. E meravigliata.
Finalmente libera.
lunedì 6 settembre 2010
Rotolando verso nord.
Road trip.
Finalmente inizia la vera avventura.
Due mila quattrocento chilometri. Costellati di spiagge. E foreste.
Una Hodan bianca. Carica di speranze.
Un compagno di viaggio britannico.
Craig. Ventisei anni. Web designer.
L’ideale. Proprio quando stai coltivando la falsa illusione che il tuo inglese non sia poi così male. In quei momenti quello che ci vuole è un british man che ti riporti coi piedi per terra.
Ma l’importante è fuggire da Sydney.
Prima tappa NewCastle.
Piove. E fa freddo.
Il cielo cupo. È comunque bellissimo.
E le onde riempiono i polmoni d’aria salmastra.
Esploriamo il bush a cavallo.
Natura incontaminata. I miei amici eucaliptus. E meravigliose ed impreviste distese di acqua. Che i nostri cavalli attraversano fieri.
Un meraviglioso concerto rock. Dove riesco a rimediare un occhio nero.
E in ostello raccattiamo un nuovo compagno di viaggio.
Stefan. Diciannove anni. Olandese.
Why are you in Australia?
Why not?
Logica disarmante. È dei nostri.
Finalmente inizia la vera avventura.
Due mila quattrocento chilometri. Costellati di spiagge. E foreste.
Una Hodan bianca. Carica di speranze.
Un compagno di viaggio britannico.
Craig. Ventisei anni. Web designer.
L’ideale. Proprio quando stai coltivando la falsa illusione che il tuo inglese non sia poi così male. In quei momenti quello che ci vuole è un british man che ti riporti coi piedi per terra.
Ma l’importante è fuggire da Sydney.
Prima tappa NewCastle.
Piove. E fa freddo.
Il cielo cupo. È comunque bellissimo.
E le onde riempiono i polmoni d’aria salmastra.
Esploriamo il bush a cavallo.
Natura incontaminata. I miei amici eucaliptus. E meravigliose ed impreviste distese di acqua. Che i nostri cavalli attraversano fieri.
Un meraviglioso concerto rock. Dove riesco a rimediare un occhio nero.
E in ostello raccattiamo un nuovo compagno di viaggio.
Stefan. Diciannove anni. Olandese.
Why are you in Australia?
Why not?
Logica disarmante. È dei nostri.
venerdì 3 settembre 2010
L'alba di un nuovo giorno
Non sono una persona mattiniera.
Di solito quando ammiro l'alba è perché ho fatto tardi la notte prima.
Per essere sulle Blue Montains alle nove lascio Wollongong col treno delle sei.
Costeggiamo la Great Ocean Drive.
E' un tripudio di rosa. Corallo. Orchidea. Salmone pallido.
La tavolozza dei colori di wikipedia non mi aiuta.
Ma la natura se ne frega del mio tentativo di imbrigliarla.
E nasce il nuovo giorno.
Dietro la curva. Lungo il precipizio.
Due intrepidi corridori. Mattinieri.
Per un secondo un pensiero cerca di insinuarsi nella mia testa.
Ma io crudele lo riporto alla dura realtà.
Svegliarsi all'alba. Per gustarsi un'indimenticabile alba milanese.
Tra lo smog di Viale Certosa.
Non rientra proprio nella lista delle mie priorità.
martedì 31 agosto 2010
Poce semplici regole.

In Australia si incontrano tante ragazze. Sole.
Giovani. Giovanissime.
Vent'anni. Uno zaino in spalla.
Ed il mondo davanti.
Hanna e Lindsdey. Americane.
Arrivano direttamente dalla scoperta della Thailandia.
Giulia. Tedesca.
E' venuta qui con un ragazzo che ha conosciuto in una piantagione di kiwi. In Costa Rica.
Il mondo non sembra poi un posto così malvagio come vogliono farci credere.
Neanche per una ragazza sola.
Basta seguire poche semplici regole.
Uno. Fidarsi dell'istinto. E delle brutte impressioni.
Due. Rispolverare il buonsenso.
Tre. Non accettare caramelle dagli sconosciuti.
Quattro. Ascoltare i consigli di chi è di casa.
Cinque. Imparare a lanciarsi da un'auto in corsa.
Non si sa' mai.
lunedì 30 agosto 2010
Libri in viaggio.
FOTO: frarancione
Aspetto il treno. Talia riposa nello zaino. Un libro mi tiene compagina.
E' una scena familiare. Assai.
Il brusio della gente.
I fischi dei treni.
Quell'aria un po' dolce che ti si appiccica addosso.
Il tempo si dilata. Scorre ad un ritmo tutto suo.
Dispettoso come non mai.
Le stazioni. Bolle spazio-temporali. Dislocate tra i Continenti.
Ciao. Sono Harry.
Un libro.
Sullo scaffale mi annoiavo. Mi e' venuta voglia di viaggiare.
Trovami. Leggimi.
E poi lasciami in un luogo pubblico.
Dove possa raccontare la mia storia a qualcun'altro.
Il mio treno arriva.
Mi alzo. Lascio Harry sulla panchina.
Buon viaggio.
giovedì 26 agosto 2010
Triste storia di una macchina mai vista.
Orami sono da due settimane a Sydney.
E' tempo di spostarsi. Move on.
Degli amici di amici di amici hanno bisogno della loro macchina.
Lei è a Sydney. Deve andare a Bowen.
Io sono a Sydeny. Voglio andare a Bowen.
Li contatto.
Certo che si può fare. La macchina è perfetta. Pronta per la partenza.
Devo solo trovare dei compagni di viaggio.
Metto un annuncio.
AAA Cercasi travel mates.
Per dividere costi. E avventure.
Noonie e suo marito vorrebbero un passaggio. Proprio sino a Bowen.
Ma nessuno dei due ha la patente.
Tony vuole partire ieri. Come questo sia possibile mi sfugge.
Lucilie non ha la patente. Ma la sua amica si. Arriva da Melbourne sabato.
Domenica partiamo.
Con la macchina di un perfetto sconosciuto.
Spero che non sia rubata. E neanche imbottita di droghe.
In ogni caso meglio non farsi fermare dalla polizia.
Sono fortunata.
Il problema non si pone.
Ieri hanno rubato la macchina.
E' tempo di spostarsi. Move on.
Degli amici di amici di amici hanno bisogno della loro macchina.
Lei è a Sydney. Deve andare a Bowen.
Io sono a Sydeny. Voglio andare a Bowen.
Li contatto.
Certo che si può fare. La macchina è perfetta. Pronta per la partenza.
Devo solo trovare dei compagni di viaggio.
Metto un annuncio.
AAA Cercasi travel mates.
Per dividere costi. E avventure.
Noonie e suo marito vorrebbero un passaggio. Proprio sino a Bowen.
Ma nessuno dei due ha la patente.
Tony vuole partire ieri. Come questo sia possibile mi sfugge.
Lucilie non ha la patente. Ma la sua amica si. Arriva da Melbourne sabato.
Domenica partiamo.
Con la macchina di un perfetto sconosciuto.
Spero che non sia rubata. E neanche imbottita di droghe.
In ogni caso meglio non farsi fermare dalla polizia.
Sono fortunata.
Il problema non si pone.
Ieri hanno rubato la macchina.
mercoledì 11 agosto 2010
Compagni di viaggio
Adoro la sottile ironia con cui il destino scegli i tuoi compagni di viaggio. Per poche ore. Accanto a perfetti sconosciuti.
Osservo. Senza alcun pudore.
Cagliari-Fiumicino. Ore undici-mezzogiorno.
Cinque baldi giovani. Sardi. Dall’aria ben poco raccomandabile. Rasati. Tatuati.
Fanno chiasso. Ridono. Scherzano.
Vanno a New York. Per un contest di breack-dance.
Parlano del rischio del fumo. E di queste nuove generazioni bruciate.
Fiumicino-Londra. Ore cinque e un quarto. Sette e mezza.
Lui. Accanto a me. Non dice una parola. Fissa il vuoto.
In compenso nella fila accanto c’è la bambina più bella. Bionda. E rumorosa della storia delle bambine bionde. Belle. E rumorose.
“Mamma. Dammi il rosso.
Finito.
Ora il giallo.
E il mallone.
Smettila di ridere. Non si fa.”
Sà quello che vuole.
Londra-Sydeny. Ore dieci e mezza. Cinque del mattino. Due giorni dopo.
Una coppia di sposini marchigiani. Passano il tempo a fare progetti. Vanno in Nuova Zelanda. Il posto accanto al mio è vuoto. Dormo stravaccata alla faccia della coppia di sposini.
Scalo e Bangkok. Ho dovuto controllare come si scrive.
Ampi spazi. Silenzio. Bianco. Pulito.
L’aeroporto è meraviglioso. I poliziotti sorridono.
I miei indomiti ricci continuano a riscuotere enorme successo tra le asiatiche. Ricevo un sacco di complimenti.
Io ed Ego continuiamo il nostro viaggio felici.
giovedì 29 luglio 2010
La valigia quattro stagioni.

Alle prese con l'incubo di ogni donna.
La valigia.
Ventitre chili per quattro stagioni.
Missione impossibile.
Continuo a riempirla. Svuotarla. E dire addio ad un necessario capo d'abbigliamento. Sperando che questa volta ci sia spazio per tutto.
Per il momento sono riuscita ad inserire, in ordine sparso:
1. Tre maglioni pesanti.
2. Calze di lana.
3. Cappellino. Sciarpa. Guanti.
A Sydeny è inverno.
4. Lenzuola.
5. Asciugamani.
6. Infradito.
Va bene il couch surfing. Ma c'è un minimo d'igiene al quale non riesco a rinunciare.
7. Pantaloni neri e camicia.
Abbigliamento semi-serio per ogni possibile lavoro. Non posso sperare di fare solo il muratore.
8. Giacca.
9. Stivali. E un paio di scarpe estive.
10. Un quantitativo illimitato di jeans. Che vanno sempre bene.
11. Un quantitativo illimitato di magliette e canottiere. Per lo stesso motivo.
12. Costume da bagno.
13. Pantaloncini corti.
14. Vestitini.
E che cazzo. Da qualche parte sarà pure estate. No?!
14. Beauty case. Phone con diffusore. Per la mia chioma fluente e ribelle.
15. Amico-Mac. Con inutili accessori.
16. Talìa. La mia reflex.
Venni. Vidi. Vinsi.
Si chiuse.
Ip ip urrà.
lunedì 5 luglio 2010
Il viaggio di una vita
FOTO: ~ Nuovi orizzonti, nuove albe, nuovi tramonti.
Originally uploaded by ~Bra~
Piccola sarda alla scoperta del mondo:
Un fine settimana d’amore a Venezia.
Una gelida Vienna d’inverno.
Firenze. Firenze e Firenze.
Un’estate germanica.
Da Mosca a San Pietroburgo. E ritorno.
Faenza. Padova. Roma. Gli amici son ovunque. I treni arrivano ovunque.
Darwin. Alice Springs. Adelaide.
Dal Nord tropicale al sud temperato. Passando per il deserto.
The Ghan ripercorre le strade delle carovane. Sulle tracce dei cammelli afghani.
Due notti. Duemila novecento settantanove chilometri.
Mi attendono ore ed ore di imprevedibili conversazioni notturne.
Se non parli con gli sconosciuti ne sarai sempre circondato.
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