Rientro a casa. Dai miei couchsurfer preferiti.
Dopo le gite. In attesa della vera partenza.
Qualcosa di strano nell'aria.
Terra sugli scalini.
Mi aprono. Sembra sia esplosa una bomba nel salotto.
Non toccare nulla. E' la scena del crimine.
Ieri notte qualcuno ha fatto irruzione in casa.
Ro fumava fuori dalla porta.
Hai da accendere? Un attimo.
Sono entrati. Hanno preso una mazza e colpito Ro.
Messo a soqquadro tutto.
Bicchieri in frantumi.
Urla.
Polizia.
Li hanno presi.
Stasera viene la scientifica per gli ultimi accertamenti.
Rilevare le impronte.
Per un attimo temo di essermi addormentata ieri sera. Guardando C.S.I.
Invece è tutto vero.
Lo dimostra l'occhio nero di Ro.
Secondo te è una scusa sufficiente per non fare l'esame domani?
Sono credibile?
Detesto ripetermi.
Ma te l'avevo detto io che fumare fà male!
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domenica 5 settembre 2010
mercoledì 21 luglio 2010
Triste storia del libretto scomparso.
Italian Horse Police (Carabinieri)
Originally uploaded by Firenzesca
Anche se ne dubitate ho un portadocumenti. In cui conservo ordinatamente tutte le cose importanti.
Ma il libretto no. A quanto pare non c'è.
Riguardo. Chiudo gli occhi. Respiro. Riapro gli occhi.
Ancora non c'è.
Non innervosirti. Pensa. Dove puoi averlo messo?
In preda ad un attacco isterico inizio a svuotare tutte le ordinatissime scatole del trasloco.
Ora on sono più ordinate. E il libretto ancora si rifiuta di comparire.
Nullla.
Pausa. Respira. Pensa. Conta sino a dieci.
Uno.
Due.
Tre.
...No. Non piangere. Ragiona.
Chiamo le segreterie.
"Non c'è problema signora (signora?!). Basta che domani venga qui con un'autocertificazione."
Torno a respirare.
La mattina sveglia alle sette.
Università.
Segreterie.
Fila chilometrica causa immatricolazioni.
Dopo un'ora.
"No signora (signora?!). Deve fare denuncia ai carabinieri."
"Ma al telefono mi avete detto...". "No. Deve fare la denuncia."
Ok. Calma. Respira.
Ora vai al ricevimento dal relatore e poi con calma andiamo dai carabinieri.
Appuntamento alle dieci. Alle undici ancora non si è palesato nessuno.
E' destino.
Carabinieri. Dopo tre ore.
"Ma Signora (signora!?), sarebbe bastata un'autocertificazione."
Mi sà che ho davvero bisogno di quel famigerato esorcismo...
lunedì 12 luglio 2010
Amori in spiaggia

FOTO: ValeP_Canon
Ieri in spiaggia abbiamo rimorchiato.
Moro. Occhi verdi.
E' un po' che ci guarda. Sorride. Si avvicina.
"Ciao bella. Mi chiamo Matteo"
Sorride di nuovo.
"Ho quattro anni. Tu?"
domenica 11 luglio 2010
Era meglio prendere le scale.

FOTO: elen@c
Pensavo di aver chiuso con le avventure.
Lasciata Milano si sarebbe tutto risolto.
A Cagliari che vuoi che mi succeda?
Mattina. Shopping.
Mi serve il vestito per la laurea.
Provare abiti col caldo. Una fantastica fascia alla caviglia. E due simpatiche stampelle non aiuta.
Non ho preso nulla.
Risparmio.
Sabato sera tranquillo.
Cena da Marti.
Rimaniamo chiuse in quattro in ascensore.
Siamo ben al di sotto dei 250 kg limite.
Almeno così ci illudiamo.
E' mezzanotte passata.
Il tecnico deve svegliarsi. Vestirsi. Mettersi in macchina. Trovare il nostro palazzo.
Pare venga direttamete da Milano.
La simpatica vicina ci insulta per aver bloccato tutto il condominio.
Sino a lunedì.
E la dentro fa caldo. Tanto caldo.
domenica 4 luglio 2010
Mi sono fatta male. Un pochino.
Lo ammetto. Avevo bevuto.
Un bicchierino. O forse due.
Ma non è quello.
Di solito le panchine le vedo. Anche al buio. Anche con due bicchierini in corpo.
Non riesco a capire come ho fatto questa volta a rovesciarmela addosso.
Continuo a sostenere che gli oggetti provino un insano gusto a mettersi sulla mia strada.
Per complicarmi le cose. E questa volta mi sono fatta male.
Ho una caviglia che sembra quella di un lottatore di sumo. Dentro un praticissimo ed estivissimo gesso. E pulsa.
C'ha messo un po' prima di inizare a farmi male.
Nel frattempo sono riuscita a tornare in pista.
Farmi venire un calo di pressione.
Non capire più dove fossi.
E gettare le braccia al collo della mia amica:
"Marta. Marta. Sto male"
"Quella non è Marta. E' Morena, la mia ragazza!"
Ho rischiato di farmi picchiare da qualche camionista gelosa.
Un bicchierino. O forse due.
Ma non è quello.
Di solito le panchine le vedo. Anche al buio. Anche con due bicchierini in corpo.
Non riesco a capire come ho fatto questa volta a rovesciarmela addosso.
Continuo a sostenere che gli oggetti provino un insano gusto a mettersi sulla mia strada.
Per complicarmi le cose. E questa volta mi sono fatta male.
Ho una caviglia che sembra quella di un lottatore di sumo. Dentro un praticissimo ed estivissimo gesso. E pulsa.
C'ha messo un po' prima di inizare a farmi male.
Nel frattempo sono riuscita a tornare in pista.
Farmi venire un calo di pressione.
Non capire più dove fossi.
E gettare le braccia al collo della mia amica:
"Marta. Marta. Sto male"
"Quella non è Marta. E' Morena, la mia ragazza!"
Ho rischiato di farmi picchiare da qualche camionista gelosa.
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