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martedì 14 settembre 2010

Triste storia della zuppa di fagioli.


Domenica 12 Settembre 2010
Mare. Mare. Surf. Mare. E ancora mare.

È giunto il momento di cambiare per un poco.
Foresta pluviale.
Sulle montagne.

L’ostello è fantastico.
La nostra stanza dà sulla veranda. Dove delle amache invitano a riposarsi ammirando il panorama. Con una tazza di tè caldo tra le mani. E un libro a tenerti compagnia.
I muri sono pieni delle foto degli ospiti. Nudi. Completamente. Ingenuamente nudi.

Qui c’è Jasmine.
La ragazza che ama disegnare la sua psichedelica immaginazione.
Ed io ho voglia di zuppa di fagioli.
(Non cercate di dare un senso logico ai miei fervidi desideri.)

Supermercato.
Musica.
Sminuzzo le cipolle. E l’aglio.
Soffritto. Aggiungo i fagioli ed il sugo. Qualche spezia.
Profumo delizioso.

E la delusione cocente nel realizzare che la mia tomato sauce non è passata di pomodoro. Ma puro ketchup. Ben mascherato.

giovedì 26 agosto 2010

Triste storia di una macchina mai vista.

Orami sono da due settimane a Sydney.
E' tempo di spostarsi. Move on.

Degli amici di amici di amici hanno bisogno della loro macchina.
Lei è a Sydney. Deve andare a Bowen.
Io sono a Sydeny. Voglio andare a Bowen.
Li contatto.
Certo che si può fare. La macchina è perfetta. Pronta per la partenza.

Devo solo trovare dei compagni di viaggio.
Metto un annuncio.
AAA Cercasi travel mates.
Per dividere costi. E avventure.


Noonie e suo marito vorrebbero un passaggio. Proprio sino a Bowen.
Ma nessuno dei due ha la patente.

Tony vuole partire ieri. Come questo sia possibile mi sfugge.

Lucilie non ha la patente. Ma la sua amica si. Arriva da Melbourne sabato.
Domenica partiamo.
Con la macchina di un perfetto sconosciuto.
Spero che non sia rubata. E neanche imbottita di droghe.

In ogni caso meglio non farsi fermare dalla polizia.

Sono fortunata.
Il problema non si pone.

Ieri hanno rubato la macchina.

mercoledì 21 luglio 2010

Triste storia del libretto scomparso.

Apro il portadocumenti. Non c'è.
Anche se ne dubitate ho un portadocumenti. In cui conservo ordinatamente tutte le cose importanti.

Ma il libretto no. A quanto pare non c'è.
Riguardo. Chiudo gli occhi. Respiro. Riapro gli occhi.
Ancora non c'è.

Non innervosirti. Pensa. Dove puoi averlo messo?

In preda ad un attacco isterico inizio a svuotare tutte le ordinatissime scatole del trasloco.
Ora on sono più ordinate. E il libretto ancora si rifiuta di comparire.

Nullla.

Pausa. Respira. Pensa. Conta sino a dieci.
Uno.
Due.
Tre.
...No. Non piangere. Ragiona.

Chiamo le segreterie.
"Non c'è problema signora (signora?!). Basta che domani venga qui con un'autocertificazione."

Torno a respirare.

La mattina sveglia alle sette.
Università.
Segreterie.
Fila chilometrica causa immatricolazioni.
Dopo un'ora.
"No signora (signora?!). Deve fare denuncia ai carabinieri."
"Ma al telefono mi avete detto...". "No. Deve fare la denuncia."

Ok. Calma. Respira.
Ora vai al ricevimento dal relatore e poi con calma andiamo dai carabinieri.
Appuntamento alle dieci. Alle undici ancora non si è palesato nessuno.
E' destino.

Carabinieri. Dopo tre ore.
"Ma Signora (signora!?), sarebbe bastata un'autocertificazione."

Mi sà che ho davvero bisogno di quel famigerato esorcismo...

domenica 11 luglio 2010

Era meglio prendere le scale.


FOTO: elen@c

Pensavo di aver chiuso con le avventure.
Lasciata Milano si sarebbe tutto risolto.
A Cagliari che vuoi che mi succeda?

Mattina. Shopping.
Mi serve il vestito per la laurea.
Provare abiti col caldo. Una fantastica fascia alla caviglia. E due simpatiche stampelle non aiuta.
Non ho preso nulla.
Risparmio.

Sabato sera tranquillo.
Cena da Marti.

Rimaniamo chiuse in quattro in ascensore.
Siamo ben al di sotto dei 250 kg limite.
Almeno così ci illudiamo.

E' mezzanotte passata.
Il tecnico deve svegliarsi. Vestirsi. Mettersi in macchina. Trovare il nostro palazzo.
Pare venga direttamete da Milano.

La simpatica vicina ci insulta per aver bloccato tutto il condominio.
Sino a lunedì.

E la dentro fa caldo. Tanto caldo.

domenica 4 luglio 2010

Mi sono fatta male. Un pochino.

FOTO: fascina


Lo ammetto. Avevo bevuto.
Un bicchierino. O forse due.

Ma non è quello.

Di solito le panchine le vedo. Anche al buio. Anche con due bicchierini in corpo.

Non riesco a capire come ho fatto questa volta a rovesciarmela addosso.
Continuo a sostenere che gli oggetti provino un insano gusto a mettersi sulla mia strada.
Per complicarmi le cose. E questa volta mi sono fatta male.
Ho una caviglia che sembra quella di un lottatore di sumo. Dentro un praticissimo ed estivissimo gesso. E pulsa.

C'ha messo un po' prima di inizare a farmi male.
Nel frattempo sono riuscita a tornare in pista.
Farmi venire un calo di pressione.
Non capire più dove fossi.
E gettare le braccia al collo della mia amica:
"Marta. Marta. Sto male"
"Quella non è Marta. E' Morena, la mia ragazza!"

Ho rischiato di farmi picchiare da qualche camionista gelosa.

giovedì 1 luglio 2010

Top ten delle cosa da fare prima di laurearsi per complicarsi la vita


FOTO: da qui

1. Organizzare un viaggio il più lontano possibile.

2. Decidere di cambiare casa. Per sentirti come Grace. E non avere uno straccio di macchina per il trasloco.

3. Rendersi improvvisamente conto che la tua banca è a Pisa. Tu a Milano. E decidere di cambiarla. Ovviamente dopo aver buttato via tutti i documenti utili.

4. Essere testardi. Iniziare un blog e impuntarsi di fare un post al giorno.

5. Scoprire Tumblr e Twitter. E perderci un’infinità di tempo. Inutilmente.

6. Sbagliare il titolo della tesi. E doverla ristampare.

7. Continuare ad ignorare il fatto che dopo aver stampato la tesi devi pure preparare la presentazione.

8. Rifiutarsi di fare la spesa. E mettere a dura prova la tua fantasia culinaria.

9. Continuare ad alzarsi tutte la mattine alle otto per andare a nuotare. Per avere la vasca solo per te.

10. Scoprire che i puffi sono massoni. E cadere in depressione.