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martedì 2 novembre 2010

Come sconfiggere le proprie paure.


Forse non tutti sanno che la sottoscritta ha una paura folle. E piuttosto ridicola. Dell’altezza.
Pochi fortunati hanno avuto il piacere di assistere a scene di panico durante la scalata della Cupola del Brunelleschi.
Qualche altro fortunato ha atteso ore che mi decidessi a saltare in mare dal mio scoglio. Due metri di terrificante vuoto.

Ed ora eccomi qui.
Imbragata a dovere.
Spaventata come non mai.
Mentre l’aeroplano raggiunge i suoi quattordici mila piedi di quota.

Non è vero. Non lo sto facendo davvero.
Guarda.
Da quassù il mondo sembra finto.

E quel fiume sembra un ricamo su una tela.

Non pensare. Non pensare.

Il tizio dietro di me inizia ad armeggiare con la mia imbragatura.
Non pensare.
È solo uno strano incubo.
Goditi il panorama.
Il mare è di una bellezza assurda.

Aprono il portellone.
Oh mio dio! No. Non farlo.
Ho cambiato ideaaaaaaaaaaaaa....


Rotolo nel nulla.
Urlo.
E rotolo.
Cielo. Mare. Cielo. Mare. Mare. Cielo. Mare.

Realizzo di essere ancora viva.
Smetto di urlare.
Fletto i muscoli. E sono nel vuoto.
Carica di adrenalina. E piacere.
Mentre sotto i miei occhi il mondo si srotola.

E la paura scompare.

domenica 31 ottobre 2010

Nel blu. Dipinto di blu.

FOTO: usadifranci

La mattina ci alziamo col sole.
L’acqua trasparente ci invita.
Maschera.
Pinne.
Boccaio.
E via.

Ci immergiamo nel mondo incantato.
Regno di roccia e vita.
Nella foresta di coralli vivono animali di ogni forma e colore.
Migliaia di pesci dalle pinne gialle mi circondano.
Pesci arcobaleno.
Pesci juventini.

Un’ombra si avvicina.
Un’enorme e nera ombra. Dall’aria poco raccomandabile. Viene a darmi un’occhiata.
Non preoccuparti. È amichevole.
Dubbiosa allungo la mano.
E accarezzo il meraviglioso velluto del pacifico mostro.

Più avanti mi imbatto in una tartaruga.
Magnifica ed elegante nel suo elemento.
Mi guarda incuriosita.
Ancora una volta allungo la mano.
Ed accarezzo la regina della barriera corallina.
Rimane li a farsi ammirare.
Incuriosita.

Tornati a bordo ci accoglie il profumo del bacon.
E delle uova.

Ah. Quanto mi manca il caffè.

lunedì 25 ottobre 2010

Ultime onde.

Agnes Water è l’ultimo baluardo degli indomiti surfisti.
Prima che l’orribile e cattivissima barriera corallina uccida ogni onda.

L’ostello è un covo di irrinunciabili surfers. Che non riescono a dire addio all’ultima onda.

Full moon party.
Raggiungiamo silenziosi la spiaggia. Guidati dalla sola luce della luna piena.
L’atmosfera è irreale.

Un fuoco scoppietta felice.
Lanciando scintille che vanno a confondersi con le stelle.
Rane e grilli fanno a gara per coprire il rumore delle onde.

Il mare è gelido.
E risplende di luce lunare. Come se fosse stregato.
Entriamo pian piano nell’acqua nera e scintillante. Con le nostre tavole.
Senza poter vedere la pericolosa vita che scorre la sotto.

Ma questo rende l’ultima onda ancora più eccitante.

domenica 10 ottobre 2010

Le regate del mercoledì.

Mercoledì 29 settembre 2010

Ogni singolo mercoledì. Sotto il sole e la tempesta.
I velisti di Brisbane si incontrano a Manley. Per sfidarsi. E regalare un’emozione.
A chi non ha mai veleggiato.
E a chi ha dimenticato come si fa.

Ci mettiamo in lista.
Facciamo colazione sul molo.
E attendiamo di essere arruolati.

“Ci serve qualcuno di atletico. E che non abbia paura di bagnarsi.”
Mi faccio avanti. Loro mi guardano dubbiosi.
Ma è troppo tardi.

P e R. Pensionati. Australiani sino al midollo. Velisti impenitenti. Mi accolgono sul loro trimarano.
Parliamo di religione. Dei crimini della Chiesa. Di colonialismo e colonie.

Sotto un cielo che puoi toccare con un dito. Nuvole di panna. E zucchero filato.
E un vento che proprio non ne vuole sapere di gonfiare le vele.
(Punizione divina?!?)
Ma va bene lo stesso.
E non importa che Craig sia sulla barca del vincitore.
O che abbia banchettato con tartine al salmone e caviale. Sorseggiando vino.

L’importante è partecipare.

Sempre e comunque.

mercoledì 29 settembre 2010

Innamorarsi.



tenerezza
Originally uploaded by usadifranci
Mi manca il surf camp.
Da morire.
Non avrei mai creduto di potermi innamorare così. Incondizionatamente. Totalmente.
Dopo appena una settimana.

Invece. Eccomi qui.
Nell’idromassaggio. Sotto la pioggia.
A ripensare alla dolce fatica.
All’acqua fredda e combattiva.
Alla stanchezza alla sera.
All’entusiasmo la mattina.

Alzarsi all’alba e perdersi nelle onde.
È un desiderio fisico. E mentale.
Che sento nelle viscere. Sulla punta delle dita.
Scorre lungo la colonna vertebrale. Pulsa dietro la nuca.
Riempie ogni singola goccia del mio ego ipertrofico.

Mi ero completamente dimenticata di quanto fosse bello innamorarsi.

martedì 21 settembre 2010

Surf camp.



Originally uploaded by SARAΗ LEE

Il surf camp e' esattamente come me lo sono immaginato.

Fuori dai dormitori riposano le mute. Stese al sole ad asciugare.
Le tavole oziano sotto gli alberi. Stanche dal troppo lavoro.
L'oceano e' a due passi. Senti le onde infrangersi. E struggersi di nostalgia.
Surfisti biondi ed atletici. E ragazze in bikini ovunque.

La mattina ti svegli col sole.
E le giornate scorrono tutte meravigliosamente uguali.
Cibo.
Surf.
Cibo.
Beach volley.
Surf.
Cibo.
Birra intorno al fuoco.

Qualche volta piove. Ma dentro l'acqua. A domare le onde. Neanche ci fai caso.

E la sera. Alle dieci.
Crolli esanime.
A sognare il mare. E le onde.

giovedì 9 settembre 2010

Surfer Girl


Surfer Girl
Originally uploaded by Sebastian Humphreys

Martedì 7 Settembre 2010
Mi infilo a fatica dentro la muta aderente.
Sono terribilmente sexy ricoperta di plastica nera. Con un’enorme tavola da surf sottobraccio.

Paul. Il nostro istruttore.
Sorriso smagliante. Abbronzatissimo. Capello lungo che gli casca ribelle sugli occhi. Sessantadue anni. Non è esattamente il surfista che sognavo.
Ma è terribilmente bravo.

Poche parole.
Poi subito in acqua ad affrontare le onde.
Sdraiati sulla tavola. Senti arrivare l’onda. Ti lasci trasportare.

Fin qui tutto bene.
Il problema è alzarsi.

Ci provo una volta.
Due.
Tre.
Pensi troppo ragazza mia.
Spegni il cervello.

Facile a dirsi.
Ma ad un certo punto.
L’onda tuona dietro di te. La senti tutt’intorno.
La schiuma bianca sotto di te.
Veloce. Velocissima.
E ad un certo punto ti accorgi che sei in piedi. Sulla tua tavola rossa.

Dopo due ore non voglio più smettere.
Ancora una. È l’ultima promesso.
Dai. Dai. Dai.

Stasera ogni singolo muscolo cercherà di farmela pagare. Lo so.
Ma comunque non riesco a togliermi quel sorriso idiota dalla faccia.

sabato 3 luglio 2010

Ogni paese ha le tradizioni che si merita


FOTO: Grooveb


Le fiere:
Le giostre. Lo zucchero filato. Il tiro a segno.

Le sagre di paese:
La musica. I vecchietti che ballano. E tu che sei troppo timida per buttarti in mezzo. Ma lo vorresti davvero. Con tutta te stessa.
E la carne alla griglia. E l’odore del fuoco nei capelli.

Le sfilate in costume:
Uomini e donne bellissimi nella magnificenza dell’orgoglio storico. Il passato che ti sorride. Un passato forse neanche mai esistito. Ma che ti piace immaginare così.

Ogni paese ha le sue tradizioni. Che rivivono. E si rinventano.
E sono il modo migliore per conoscere un paese.

L’Australia offre un’ampia scelta di sagre:
Corse dei cammelli.
Regate sui letti asciutti dei fiumi.
Regate di barche costruite con le lattine di birra.


Ogni paese ha le tradizioni che si merita.

mercoledì 23 giugno 2010

domenica 13 giugno 2010

Derby del cuore


FOTO: football
Inserito originariamente da [phil h]

Qualcuno mi disse che le donne non dovrebbero parlar di calcio.

Nel 2006 ero a Monaco di Baviera. Gelataia. Per amore.
Però abbiamo vinto.
E i due gol di Germania-Italia me li son goduti. Assai.
Oggi. Mondiali 2010, Sud Africa. Prime prove.

Stasera Germania-Australia. È il mio derby del cuore.
Passato vs futuro.
Trentasei anni fa l’unico precedente. La Germania dell’Ovest affondò gli australiani 3 a 0.
Per il loro debutto internazionale gli Aussies tornarono a casa con un misero punto e senza segnare neanche un gol.
Questa è la loro terza presenza.

Ma quest’anno c’è un ottima ragione per tifare per loro.
Al cuor non si comanda.