Io sono una ragazza cittadina.
Amo Milano.
Il traffico. E lo smog.
La metro sovraffollata.
E il freddo che ti entra dentro le ossa.
Non riesco a capire come mi sia lasciata trascinare in questo bush walking.
Da Craig.
E dal nuovo compagno di avventure.
Toni. Canadese.
Con una sfrenata passione per i volatili.
Scaliamo le montagne come allegre caprette.
Caprette in infradito. Ovviamente.
Sotto il sole impetuoso dei tropici.
Alla scoperta dell’antico forte che domina l’isola.
Risalente al lontano mille novecento quaranta due.
Magnetic Island deve il suo nome ad una bussola rotta.
Ma conserva intatto il suo fascino magnetico.
Tra baie mozzafiato.
Koala.
E wallabies. Piccoli cugini dei miei amati canguri.
Visualizzazione post con etichetta somewhere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta somewhere. Mostra tutti i post
lunedì 1 novembre 2010
giovedì 28 ottobre 2010
La capitale dei manzi.
Chiudete gli occhi.
Lasciate volare la vostra immaginazione.
Musica di sottofondo.
(Ennio Morricone per la precisione.)
I nostri impavidi eroi compaiono.
In sella a Carlos. The huge gay car.
Bianco e polveroso come non mai.
I volti dei nostri impavidi eroi esprimono tutta la sofferenza nel lasciarsi alle spalle l’amato surf. E al contempo la gioia per le nuove avventure che li aspettano.
Con movimenti lenti e precisi i due eroi attraversano il Tropico del Capricorno.
Gocce di sudore imperlano la loro fronte.
Per il caldo.
E la fatica del viaggio.
Rockhampton. Cittadina di frontiera.
Primo avamposto dell’outback.
Capitale australiana dei manzi.
E poi di nuovo in marcia.
Per sette lunghissime ore.
Asfalto.
Nero. E fumante.
Cicatrice nella campagna.
venerdì 22 ottobre 2010
Sacrificio d'amore.
questo è per me.
Originally uploaded by usadifranci
E della sua giovane sposa. Innamorata dell’arcobaleno.
Una sera il marito la scopre. Sulla spiaggia. A fissare il suo amato.
Ed in preda alla gelosia scaglia il suo boomerang per ucciderla.
Ma l’arcobaleno dall’alto del cielo vede tutto.
Si sacrifica per lei.
E colpito dall’arma letale piove sull’isola.
Regalandole i suoi colori.
Il bianco purissimo della sabbia del Lago Mac Kinzie.
Che per qualche misteriosa ragione ha lo stesso ph della nostra pelle.
Chiaro e trasparente. Riflette l’azzurro del cielo.
E lascia la pelle liscia e meravigliosamente idratata.
Il Red Canyon.
E quello dorato.
La spiaggia rosa.
La foresta verde e rigogliosa.
E l’azzurro del mare.
Dall’alto. Sul nostro aeroplanino ci godiamo ogni sfumatura di questo magico sacrificio d’amore
giovedì 21 ottobre 2010
La politica del terrore.
Qualche piccola precisazione prima di entrare nella foresta pluviale.
Su Fraser Island sono presenti nove delle venti specie di serpenti velenosi australiani. Dei quali quattro mortali.
Se malauguratamente veniste morsi. Niente panico.
Sedetevi sotto un albero. Rilassatevi. E mandatemi a chiamare.
Non infilate le dita in nessun pertugio. Potrebbero essere la tana di qualche velenosissimo ragno assassino.
Sull’isola ci sono anche dei dingo.
Famelici cani lupo.
Generalmente non dovrebbero attaccare l’uomo.
Ma se scappate potrebbero pensare che siate una qualche preda. E darvi un assaggino.
Se ve li trovate davanti fissateli negli occhi. E ergetevi imponenti davanti a loro. Non lasciatevi intimorire.
Benvenuti.
Spero vi godiate il vostro soggiorno.
Su Fraser Island sono presenti nove delle venti specie di serpenti velenosi australiani. Dei quali quattro mortali.
Se malauguratamente veniste morsi. Niente panico.
Sedetevi sotto un albero. Rilassatevi. E mandatemi a chiamare.
Non infilate le dita in nessun pertugio. Potrebbero essere la tana di qualche velenosissimo ragno assassino.
Sull’isola ci sono anche dei dingo.
Famelici cani lupo.
Generalmente non dovrebbero attaccare l’uomo.
Ma se scappate potrebbero pensare che siate una qualche preda. E darvi un assaggino.
Se ve li trovate davanti fissateli negli occhi. E ergetevi imponenti davanti a loro. Non lasciatevi intimorire.
Benvenuti.
Spero vi godiate il vostro soggiorno.
mercoledì 20 ottobre 2010
Fraser Island. Sono viva.
L’omino del tempo che vive sulle nuvole.
E che ultimamente aveva deciso di rendermi la vita impossibile.
Ha deciso di volermi bene di nuovo.
E mi ha regalato tre splendidi giorni di sole.
Caldo.
Meraviglioso.
Assoluto sole.
Fraser Island.
Cento venti chilometri di pura sabbia.
Sulla quale la Natura ha deciso di sfidare i suoi limiti.
Foreste pluviali.
Laghi immensi e purissimi.
Canyon sabbiosi dai mille colori.
L’isola si può esplorare solo con il fuoristrada.
E per una volta decidiamo di prendercela comoda. E farci guidare.
Da bravi turisti dividiamo quest’esperienza unica con altri diciannove bravi turisti.
Questo è il relitto di una nave giapponese.
Click. Click.
Bagno veloce nella piscina di Champagne.
Pranzo al sacco.
Guardate un dingo.
Click. Click.
Scaliamo Indian Head sotto il sole delle due.
Imprecando ad ogni passo.
Ma la sopra. Sull’orlo del precipizio la vista è da togliere il fiato.
L’Oceano. Come un pavone vanitoso. Sfoggia tutte le tonalità d’azzurro a sua disposizione.
E osservando le tartarughe far capolino tra le onde. Tutto il resto sparisce.
E sono li.
Sola.
Sull’orlo della meraviglia.
domenica 17 ottobre 2010
Le montagne di vetro.
Allora.
Ci sono un inglese.
Un italiano.
Un francese.
E due svizzeri. Che decidono di andare a fare una gita.
Le Glass House Montains si ergono nel mezzo del nulla.
Resti millenari di un antico vulcano.
La leggenda narra di una famiglia prosperosa.
Di un'alluvione.
E di un figlio codardo. Che anziché aiutare la madre e i fratelli fugge.
Ancora oggi lo si può vedere.
Inseguito dal padre furibondo.
Col capo chino. E un ruscello. Lacrima che gli solca il viso.
E da qualche parte. Nella foresta circostante.
Si nasconde un folle scienziato.
Che conduce i suoi folli esperimenti.
Alla ricerca della formula per creare la più grande.
Famelica.
E resistente.
Zanzara assassina che si sia mai vista.
Ci sono un inglese.
Un italiano.
Un francese.
E due svizzeri. Che decidono di andare a fare una gita.
Le Glass House Montains si ergono nel mezzo del nulla.
Resti millenari di un antico vulcano.
La leggenda narra di una famiglia prosperosa.
Di un'alluvione.
E di un figlio codardo. Che anziché aiutare la madre e i fratelli fugge.
Ancora oggi lo si può vedere.
Inseguito dal padre furibondo.
Col capo chino. E un ruscello. Lacrima che gli solca il viso.
E da qualche parte. Nella foresta circostante.
Si nasconde un folle scienziato.
Che conduce i suoi folli esperimenti.
Alla ricerca della formula per creare la più grande.
Famelica.
E resistente.
Zanzara assassina che si sia mai vista.
sabato 16 ottobre 2010
Maledetto raffreddore.
maiko (geisha apprentice) kyoto, japan
Originally uploaded by momoyama
Cercando di lasciarci la pioggia alle spalle.
Noosa Head è una cittadina di mare.
Surf shop e gelaterie.
La sempre utile Lonley Planet ci informa che Noosa è anche la patria delle roundabout.
Oltre cento utilissime rotatorie per tremila anime.
L'ostello rosa shocking e buddista invita a stringere legami.
Delphine. Parigina. Fisioterapeuta per bambini disabili.
Mattias e Zara. Svedesi. Biondissimi. Ed innamoratissimi.
Uzu. Dal giappone con furore. Viaggia con ben quattro tavole da surf.
Ciràn e Franzeska. Svizzeri entrambi. Parlano due lingue diverse.
La spiaggia è a due passi.
E finalmente.
Fradicia d'Oceano.
Mi dimentico della pioggia.
E scalza. In costume da bagno.
Mentre rientro in ostello.
Mi rendo conto del perché questo stupido raffreddore non mi abbandonerà a breve.
giovedì 7 ottobre 2010
Surfers Paradise. Un nome. Una leggenda.

FOTO: usadifranci
È proprio vero.Non ci sono più i giovani di una volta.
Da quando c’è l’euro poi. I prezzi sono raddoppiati.
E non ci sono più neanche le mezze stagioni.
Abbandoniamo il NSW. E iniziamo il nostro viaggio attraverso il Queensland sotto il diluvio.
Acqua. Fulmini. Tempesta.
Il giorno dopo un sole impetuoso ci accompagna a scoprire la città.
Surfers Paradaise.
Pacchiana Mecca dei surfisti australiani.
Terra della cuccagna.
Paese dei balocchi.
Enormi grattacieli dominano la spiaggia.
In centro fast food per ogni gusto.
E la notte.
Luci e colori. Consumazioni gratuite. E donnine desnude.
Attirano i turisti nei loro locali come api al miele.
Decido da farmi tentare anche io.
Ho un debole segreto per le consumazioni gratuite.
Vanity.
Le ragazze sono decisamente svestite.
Ed io. Con i miei jeans. E le mie bretelle. Sono decisamente fuori luogo.
Ma riesco ad entrare comunque.
Forse perché in un raro momento di lucidità ho deciso di sostituire le infradito con un paio di ballerine.
Superati i controlli è d’obbligo la visita ai bagni.
Sorpresa.
Immensa stupore.
E meraviglia.
I bagni sono dotati di ben ventisette gabinetti.
Ventisette.
Li ho contati due o tre volte per essere sicura.
E ci sono pure una piastra. Un’arricciaspiccia.
E una vasta collezione di profumi. E trucchi.
Oltre che computer. Con libero accesso ad internet.
Devo ammettere che i bagni del Vanity sono un posto decisamente più chic e costoso della maggior parte dei posti che frequento generalmente.
lunedì 4 ottobre 2010
La politica del si.

La mia politica è dire si.
A qualsiasi proposta. A qualsiasi evento.
E difficilmente me ne sono pentita.
(Detta così suona piuttosto male. Lo ammetto.
Ma non sono ammessi pensieri maliziosi.
Per nulla.)
Domani suona Busta Rhymes. Vieni?
La Ryanair vende biglietti a cinque centesimi. Andiamo a Praga tra diciotto mesi e trentasei giorni. Sei dei nostri?
Mostra gratuita di spille da balia in ceramica indiana traforate a mano. Andiamo?
Corso di danza del ventre. Lo facciamo?
Fiaccolata contro l'omofobia alle tre di notte del giorno prima del tuo esame?
La mia risposta sarà sempre si.
Portafoglio permettendo. Ovviamente.
E in un modo o nell'altro non me ne sono mai pentita.
Una sera a Byron Bay. Non sai cosa fare.
C'è un concerto. Venti dollari. Andiamo?
La risposta è scontata.
Ash Grunwald.
Funky. Blues.
Con contaminazioni elettroniche.
Suonano con il sorriso sulle labbra.
E tanta passione.
E' bello scoprire qualcosa di nuovo.
Mischiandosi alla folla in delirio.
Ballando fuori tempo.
Sorridendo.
Etichette:
festival,
musica e film,
road trip,
somewhere
domenica 3 ottobre 2010
Mai sottovalutare il cielo.
La pioggia ci segue. Senza pietà.
Piove. E se non piove minaccia di piovere.
Avevo sottovalutato il fattore clima sub-tropicale.
Piove tutta la notte.
La mattina splende il sole. Un soffio di vento. E tutto cambia.
Una goccia. Due. Tre.
Piove.
Diluvia.
E il meteo non promette nulla di buono.
Rischio inondazioni.
Siamo bloccati a Byron Bay.
Craig sorride felice. Si sente a casa. Vago profumo d’Inghilterra.
Io impazzisco.
Nell’attesa che passi la tempesta.
Piove. E se non piove minaccia di piovere.
Avevo sottovalutato il fattore clima sub-tropicale.
Piove tutta la notte.
La mattina splende il sole. Un soffio di vento. E tutto cambia.
Una goccia. Due. Tre.
Piove.
Diluvia.
E il meteo non promette nulla di buono.
Rischio inondazioni.
Siamo bloccati a Byron Bay.
Craig sorride felice. Si sente a casa. Vago profumo d’Inghilterra.
Io impazzisco.
Nell’attesa che passi la tempesta.
venerdì 1 ottobre 2010
Del perché ritornerò.
L’Australia è una terra meravigliosa. Intensa.
Dominata dalla Natura. E dagli elementi. Senza vie di mezzo.
Acqua.
Ovunque. Oceano. Temporali. Fiumi. E laghi.
E poi assenza. E deserto.
Fuco.
Sempre in agguato. Pronto a distruggere. E rinnovare.
Terra.
Viva e fertile. Desertica. Rossa. Impetuosa. Mutevole.
Un cielo meraviglioso sorveglia il tutto.
Le nuvole giocano a nascondino con un sole incontenibile.
E la notte le stelle.
L’Australia è giovane ed impetuosa.
Ti sconvolge. E cattura.
Lascia il segno.
Giovane ed impetuosa.
Forse troppo qualche volta.
Il suo ancestrale passato è stato cancellato di colpo.
Pagina bianca. Da cui ricominciare.
Di fretta e furia.
Ogni cittadina è uguale a se stessa. E ad ogni altra li intorno.
Insipida fotocopia della precedente.
Ci passi attraverso senza accorgertene.
Senza fermarti.
E d’improvviso mi ricordo perché amo l’Italia. E perché ritornerò.
Senza troppi rimpianti.
Con qualcosa di nuovo nel cuore.
E nella mente.
mercoledì 15 settembre 2010
Foresta tropicale. Ed ombrelli.
Martedì 14 Settembre 2010
Piove.Giornata ideale per la foresta pluviale.
Alberi. Felci. Palme.
Che si intrecciano in un groviglio pulsante di vita. Attraverso cui è impossibile penetrare.
Qua anche la luce è clandestina. E fatica a farsi largo.
I suoni si rincorrono tra loro. Perdendosi nel nulla.
Cinguettio tra gli alberi. Così classico. Ed esotico.
Lo scricchiolare della ghiaia sotto i piedi.
Mi perdo anche io. In contemplazione del tutto.
Ci pensa Craig a riportarmi alla realtà. Con uno dei suoni più naturali e selvatici che gli esseri umani hanno a loro disposizione.
Uno squarcio nella vegetazione. Il sole si affaccia.
Cascate. Dietro cui puoi nasconderti.
Riprende a piovere.
Diluviare per la precisione.
Per qualche oscuro motivo siamo anche provvisti di ombrello.
Ma rientriamo ugualmente fradici all'ostello.
Diluvio tropicale-ombrello britannico.
2-0.
martedì 14 settembre 2010
Triste storia della zuppa di fagioli.
Domenica 12 Settembre 2010
Mare. Mare. Surf. Mare. E ancora mare.È giunto il momento di cambiare per un poco.
Foresta pluviale.
Sulle montagne.
L’ostello è fantastico.
La nostra stanza dà sulla veranda. Dove delle amache invitano a riposarsi ammirando il panorama. Con una tazza di tè caldo tra le mani. E un libro a tenerti compagnia.
I muri sono pieni delle foto degli ospiti. Nudi. Completamente. Ingenuamente nudi.
Qui c’è Jasmine.
La ragazza che ama disegnare la sua psichedelica immaginazione.
Ed io ho voglia di zuppa di fagioli.
(Non cercate di dare un senso logico ai miei fervidi desideri.)
Supermercato.
Musica.
Sminuzzo le cipolle. E l’aglio.
Soffritto. Aggiungo i fagioli ed il sugo. Qualche spezia.
Profumo delizioso.
E la delusione cocente nel realizzare che la mia tomato sauce non è passata di pomodoro. Ma puro ketchup. Ben mascherato.
lunedì 13 settembre 2010
Cinquecento
Ti regalo le stelle We present the stars
Originally uploaded by katyefamy
Vnererdì 10 Settembre 2010
E sabato.
Una settimana.E sabato.
Cinquecento chilometri.
Ce la stiamo prendendo comoda.
La temperatura inizia a salire.
La gente comincia a dimenticarsi le scarpe a casa.
A volte anche la maglietta.
A Coffs Harbour lasciamo Stefan al suo destino.
E riprendiamo col couch surfing.
A casa di veri surfisti.
Bobby. Ventisei anni. Ingegnere ambientale.
E Daniel. Vent’anni. Studente.
Biondissimi. Bruciati dal sole. E dal sale.
Ci portano a sentire degli amici che suonano.
Un bicchiere di vino.
Due. Tre. Quattro.
Rimaniamo a dormire nel camper. Nel bel mezzo del nulla.
Sotto un meraviglioso cielo stellato.
Come non l’ho visto mai.
La mattina ci svegliano i raggi del sole.
Indossiamo la muta.
E riprendo la mia battaglia personale contro le onde.
I numerosi lividi sulle mie ginocchia dimostrano il mio misero fallimento.
E il sorriso stampato sulla mia faccia la gioia della battaglia.
venerdì 10 settembre 2010
Sorprese in libreria.
Mercoledì 8 Settembre 2010
Ieri Carlos non stava tanto bene.Ha iniziato a fumare in spiaggia.
Sembra non sia nulla di grave.
Ma in attesa che il dottore lo dimetta siamo bloccati un altro giorno a Port Macquarie.
Passeggiata libera.
Vedo una libreria. Entro d’impulso. Ingenua.
La prima cosa che colpisce la mia attenzione sono i due scaffali pieni di Bibbie.
Inizio a guardarmi intorno con aria circospetta.
Bigliettini d’auguri. Meravigliosi. Coloratissimi. E dall’apparenza innocui.
La apri.
Spero che ti goda il tuo giorno appieno-
E riesca a sentire il Suo amore in ogni tuo gesto.
Buon compleanno.
Tutt’intorno a me.
Vivere da Cristiani.
Preghiere.
Come resistere alle tentazioni.
Teologia.
La cosa inizia a farsi più chiara nella mia mente.
Anche se il mio cervello si rifiuta di elaborare l’informazione.
C’è anche il reparto DVD e CD.
Vocal Bands e Gospel.
E per i più trasgressivi.
What’s new in Praise and Worship 2010.
Per soli $ 5,95.
lunedì 6 settembre 2010
Rotolando verso nord.
Road trip.
Finalmente inizia la vera avventura.
Due mila quattrocento chilometri. Costellati di spiagge. E foreste.
Una Hodan bianca. Carica di speranze.
Un compagno di viaggio britannico.
Craig. Ventisei anni. Web designer.
L’ideale. Proprio quando stai coltivando la falsa illusione che il tuo inglese non sia poi così male. In quei momenti quello che ci vuole è un british man che ti riporti coi piedi per terra.
Ma l’importante è fuggire da Sydney.
Prima tappa NewCastle.
Piove. E fa freddo.
Il cielo cupo. È comunque bellissimo.
E le onde riempiono i polmoni d’aria salmastra.
Esploriamo il bush a cavallo.
Natura incontaminata. I miei amici eucaliptus. E meravigliose ed impreviste distese di acqua. Che i nostri cavalli attraversano fieri.
Un meraviglioso concerto rock. Dove riesco a rimediare un occhio nero.
E in ostello raccattiamo un nuovo compagno di viaggio.
Stefan. Diciannove anni. Olandese.
Why are you in Australia?
Why not?
Logica disarmante. È dei nostri.
Finalmente inizia la vera avventura.
Due mila quattrocento chilometri. Costellati di spiagge. E foreste.
Una Hodan bianca. Carica di speranze.
Un compagno di viaggio britannico.
Craig. Ventisei anni. Web designer.
L’ideale. Proprio quando stai coltivando la falsa illusione che il tuo inglese non sia poi così male. In quei momenti quello che ci vuole è un british man che ti riporti coi piedi per terra.
Ma l’importante è fuggire da Sydney.
Prima tappa NewCastle.
Piove. E fa freddo.
Il cielo cupo. È comunque bellissimo.
E le onde riempiono i polmoni d’aria salmastra.
Esploriamo il bush a cavallo.
Natura incontaminata. I miei amici eucaliptus. E meravigliose ed impreviste distese di acqua. Che i nostri cavalli attraversano fieri.
Un meraviglioso concerto rock. Dove riesco a rimediare un occhio nero.
E in ostello raccattiamo un nuovo compagno di viaggio.
Stefan. Diciannove anni. Olandese.
Why are you in Australia?
Why not?
Logica disarmante. È dei nostri.
domenica 5 settembre 2010
Cartolina dal primo road trip
sabato 4 settembre 2010
Strani incontri. E storie d'amore.
Sul molo numero quattro. Aspetto il traghetto.
Una signora si siede accanto a me.
Iniziamo a chiacchierare.
Da dove vieni. Quanto ti trattieni. Ti piace l'Australia.
Marcea è di New York. Si occupa di agopuntura. Medicina alternativa. Cucina orientale.
Ora vive sulle Blue Montains.
Mi raccomando. Domani chiamami. Così vieni a trovarci.
E ti presento i miei figli. La piccola studia fotografia.
Il grande è da qualche parte in Europa.
A cercare se stesso.
Arrivo alla stazione.
Blue Montains.
Perché lassù l'orizzonte montuoso si tinge del colore del cielo.
E' uno spettacolo mozzafiato.
Custodito dall'alba dei tempi dalle Tre Sorelle.
La storia si ripete.
Amore sbagliato. Proibito dalle leggi tribali.
Furono tramutate in roccia dal padre. Per proteggerle dalla battaglia che infuriava per il loro amore.
Ancora oggi scrutano l'orizzonte.
In attesa che qualcuno venga a liberarle.
Una signora si siede accanto a me.
Iniziamo a chiacchierare.
Da dove vieni. Quanto ti trattieni. Ti piace l'Australia.
Marcea è di New York. Si occupa di agopuntura. Medicina alternativa. Cucina orientale.
Ora vive sulle Blue Montains.
Mi raccomando. Domani chiamami. Così vieni a trovarci.
E ti presento i miei figli. La piccola studia fotografia.
Il grande è da qualche parte in Europa.
A cercare se stesso.
Arrivo alla stazione.
Blue Montains.
Perché lassù l'orizzonte montuoso si tinge del colore del cielo.
E' uno spettacolo mozzafiato.
Custodito dall'alba dei tempi dalle Tre Sorelle.
La storia si ripete.
Amore sbagliato. Proibito dalle leggi tribali.
Furono tramutate in roccia dal padre. Per proteggerle dalla battaglia che infuriava per il loro amore.
Ancora oggi scrutano l'orizzonte.
In attesa che qualcuno venga a liberarle.
venerdì 3 settembre 2010
L'alba di un nuovo giorno
Non sono una persona mattiniera.
Di solito quando ammiro l'alba è perché ho fatto tardi la notte prima.
Per essere sulle Blue Montains alle nove lascio Wollongong col treno delle sei.
Costeggiamo la Great Ocean Drive.
E' un tripudio di rosa. Corallo. Orchidea. Salmone pallido.
La tavolozza dei colori di wikipedia non mi aiuta.
Ma la natura se ne frega del mio tentativo di imbrigliarla.
E nasce il nuovo giorno.
Dietro la curva. Lungo il precipizio.
Due intrepidi corridori. Mattinieri.
Per un secondo un pensiero cerca di insinuarsi nella mia testa.
Ma io crudele lo riporto alla dura realtà.
Svegliarsi all'alba. Per gustarsi un'indimenticabile alba milanese.
Tra lo smog di Viale Certosa.
Non rientra proprio nella lista delle mie priorità.
giovedì 2 settembre 2010
La strada sul mare.
E' una strana sensazione.
Il sole tramonta a Kiama.
Non avere nessun programma. Nessun vincolo.
Aprire la cartina. Guardarsi intorno.
Wollongong. Ti piace.
Suona bene.
Il giorno dopo prendi il treno. E sei li.
Carol. Ventinove anni. Ingegnere.
Ha preso un giorno libero per mostrarmi la sua Australia.
Percorriamo la Grand Pacific Drive.
L'odore degli eucaliptus e' inebriante.
Meravigliose micce pronte ad esplodere. Il rischio di incendi viene annunciato ogni mattina. Assieme alle previsioni del tempo.
La strada si snoda tra pascoli.
Foreste pluviali.
Strapiombi sull'Oceano.
Piccole spiagge nascoste.
Foreste pluviali.
Strapiombi sull'Oceano.
Piccole spiagge nascoste.
Il sole tramonta a Kiama.
Accanto al faro.
Dove tra le rocce il mare cerca di raggiungere il cielo.
Iscriviti a:
Post (Atom)













