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lunedì 22 novembre 2010

Pick apart the pices of your heart.

Sempre alla ricerca di nuova musica.
Giovane talento australiano.
Nato in Belgio.

Sembra leggermi dentro.
E un poco mi spaventa.

Non lo conoscevate?
Conoscetelo.
Gotye.
Hearts a mess.


Pick apart
The pieces of your heart
And let me peer inside
Let me in
Where only your thoughts have been
Let me occupy your mind
As you do mine

You have lost
(Too much love)
To fear, doubt and distrust
(It’s not enough)
You just threw away the key
(To your heart)

You don’t get burned
(’Cause nothing gets through)
It makes it easier
(Easier on you)
But that much more difficult for me
To make you see…

Love ain’t fair
So there you are
My love

Your heart’s a mess
You won’t admit to it
It makes no sense
But I’m desperate to connect
And you, you can’t live like this

Your heart’s a mess
You won’t admit to it
It makes no sense
But I’m desperate to connect
And you, you can’t live like this

Your heart’s a mess
You won’t admit to it
It makes no sense
But I’m desperate to connect
And you, you can’t live like this

Love ain’t safe
You won’t get hurt if you stay chaste
So you can wait
But I don’t wanna waste my love

(Se il video non funziona vedi qui)

giovedì 18 novembre 2010

Il blog è mio. Parlo di quello che me pare e piace. Evviva la democrazia.


A volte basta un attimo.
A fermare il tempo.

Una canzone che risuona in lontananza.
Così familiare.

Nel bel mezzo del nulla qualcuno ascolta gli Sikitikis.

Casualità. Fato. Destino.
Chiamatelo come volete.

Ma la musica salverà il mondo.



lunedì 4 ottobre 2010

La politica del si.


La mia politica è dire si.
A qualsiasi proposta. A qualsiasi evento.
E difficilmente me ne sono pentita.

(Detta così suona piuttosto male. Lo ammetto.
Ma non sono ammessi pensieri maliziosi.
Per nulla.)

Domani suona Busta Rhymes. Vieni?
La Ryanair vende biglietti a cinque centesimi. Andiamo a Praga tra diciotto mesi e trentasei giorni. Sei dei nostri?

Mostra gratuita di spille da balia in ceramica indiana traforate a mano. Andiamo?

Corso di danza del ventre. Lo facciamo?

Fiaccolata contro l'omofobia alle tre di notte del giorno prima del tuo esame?

La mia risposta sarà sempre si.
Portafoglio permettendo. Ovviamente.
E in un modo o nell'altro non me ne sono mai pentita.

Una sera a Byron Bay. Non sai cosa fare.
C'è un concerto. Venti dollari. Andiamo?
La risposta è scontata.

Ash Grunwald.
Funky. Blues.
Con contaminazioni elettroniche.
Suonano con il sorriso sulle labbra.
E tanta passione.

E' bello scoprire qualcosa di nuovo.
Mischiandosi alla folla in delirio.
Ballando fuori tempo.
Sorridendo.


venerdì 13 agosto 2010

Dove crescono le rose selvatiche

FOTO: sugarock

Da qualche parte nel mio passato sono stata un'adolescente romantica anche io.
Nel vero senso della parola.

Non quando aspetti il principe azzurro col cavallo bianco. Che col suo sorriso smagliante risolve tutti i tuoi mali. No.

Ma quando aspetti il poeta maledetto.
L'amore osteggiato. Da strapparsi il cuore dal petto.
L'amore struggente. Che come una tempesta ti travolge.
L'amore eterno. Genio e follia. Che nulla al mondo può cancellare. Neanche la morte.

L'ho avuto. E sono guarita.

Ora sono una donna cinica e malvagia.
Faccio colazione col cuore di ignari passanti. E mi crogiolo nell'ironia.

Ma ci sono canzoni che non si dimenticano.

Australiano lui. Poeta maledetto.
Australiana lei. Minuscola regina della pop-dance. Agli esordi.
In un duetto bellissimo. E straziante.
Ballata di amore. Bellezza. E morte.

Perché le sue labbra erano del colore delle rose che crescono lungo il fiume, colore di sangue e follia



Nick Cave and Kylie Minogue Where the Wild Roses grow
Murder Ballards 1995

martedì 3 agosto 2010

Musica per le mie orecchie.


FOTO: presa da qui


Forse lo avrete intuito.
Amo gli anni '80. Il trash. E i luoghi comuni.

I Man at Work sono un gruppo rock-reggae australiano. Anni'80 ovviamente.
Land down under il loro più grande successo. Nel 1983 raggiunge il vertice delle classifiche in America e Gran Bretagna.

Un viaggiatore australiano che gira il mondo. Orgoglioso della sua nazionalità.
Raccolta di clichè senza fine.
Terribilmente anni '80.

Koala di peluche al guinzaglio.
Panettieri muscolosi. Docce di birra.
Sandwich alla Vegemite.
Viaggi nel deserto.

Meravigliosamente trash.
Anche nella versione ska.



Man at Work
Down under Business as usual
1981

mercoledì 14 luglio 2010

Ero un maschiaccio. Poi ho smesso.



Da piccina ero un maschiaccio.
Mi arrampicavo sugli alberi. Giocavo alla guerra.
Ho un sacco di cicatrici a dimostrarlo.
Ho fatto karatè. Cintura blu.
Giocavo a calcio. Difensore.

Un anno mamma mi tagliò i capelli. Corti. Forse troppo corti.
I risultati furono deletteri. E hanno influito sulla mia già disturbata personalità.
Nessuno credeva fossi una femminuccia.
Mi scacciarono anche dallo spogliatoio delle donne.
Tzè.

Gli unici giochi da femmina ammessi erano le Barbie. Tante. Tantissime.
Coi Lego costruivo bellissime macchinette per loro.

E Georgie, che corre felice sui prati non l’ho mai vista.
Bella. Bionda. Brava.
Che ama l’uomo sbagliato.
Scappa dall’Australia alla sua ricerca.
Morte e distruzione lungo il suo cammino.
Neanche Candy Candy ha mai osato tanto.

Ed io le ho sempre preferito l’Uomo Tigre.
O i Cavalieri dello Zodiaco.

sabato 10 luglio 2010

Australiani famosi #5. Indovina chi.


FOTO: Mr. bolnd


I miei amici sono dei nerd.
Amano i telefilm. Sanno tutto, ma davvero tutto su ogni serie.
E sembra che abbiano pure una vita sociale.
Mi hanno tirato in questo circolo vizioso.

Prima di scendere in Sardegna son passata dal mio spacciatore preferito. Ciao Miki.
“Cos’hai di nuovo?”
“Modern family”
Approvato. Ho la mia dose quotidiana di telefilm per le vacanze.
E promette bene.

Sono anche appassionati di film trash. Anche io. Da morire.
Abbiamo visto il meglio sul mercato.

Black Sheep. Preparatevi alla violenza degli agnelli.
Denti. Non quello di Salvatores.
Dragonball. Ma solo per apprezzare a pieno questo trailer.
Killer Condom. In tedesco coi sotto titoli in inglese.

Vere chicche.

Non so come abbiamo potuto perderci Splatters-gli schizzacervelli

Regista australiano. Nasce la notte di Halloween del 1961.
Non può che dirigere “il film più splatter mai girato”.

Al grande pubblico è più noto per aver girato il Signore degli Anelli.
Nella sua terra. Ovviamente.

mercoledì 23 giugno 2010

Australia. Il film



Direi che non è esattamente il mio genere.
Ma cosa c’è di più australiano di un film che si chiama Australia?
Regista australiano. Ha fatto di meglio.
Protagonista australiana. Aristocratica inglese. Algida.
Protagonista australiano. Mandriano. Gran bel mandriano.
Adorabile bimbo meticcio. Con enormi occhi neri.

Drammatico. Romantico. Storico.
L’algida inglesina e l’uomo rude in un lungo viaggio per salvare la proprietà ereditata.
Amore (chiamiamolo così). Famiglia. Distacco.
Bombardamenti giapponesi.
Ognuno crede che gli altri siano morti. Lieto fine assicurato.

Nulla di nuovo. Già sentito. Già visto.
L’ambientazione ripaga di tutto. Un tuffo nell’Australia. Quella che ci si immagina.
Deserto. Mandriani. Aborigeni.

Per tutto il film ho aspettato che l’uomo rude si spogliasse.
Mi sono addormentata.

giovedì 17 giugno 2010

E morì con un felafel in mano


Brisbane. La casa più sporca del mondo. Golf con le rane. Riti di propiziazione con sacrifici umani.
Melbourne. Poliziotti ed esattori. “Prima si spara. Poi si fanno le domande”.
Sydney. Bianco. Attrici isteriche e maniaci delle pulizie.
Ogni città ha la sua anima. Ma non si vedono mai.
Racconto on the road. Ma non si esce mai dagli appartamenti.

Denny scrive. Cerca l’ispirazione. Spaesato trentenne alla ricerca della maturità. Trova solo coinquilini al limite del paradossale e situazioni tragi-comiche. Piccoli episodi. Citazionismo cinefilo e filosofeggiante.
Colonna sonora interessante.

Un Australia come non la immaginate.

mercoledì 9 giugno 2010

Priscilla, la regina del deserto


Foto: Licorice Bella

A desert holyday

let’s pack the drag away
you take the lunch and tea
I’ll bring the ecstasy
Fuck off you silly queer
I’m getting out of here
A deseert holyday
Hip hip hip hip horray!


Cinema Mexico. Stasera.
Ingresso libero e gratuito. Sino d esaurimento posti.
(Non posso fare a meno di amare le mie fonti di vitamilanese).
Due drag queen e una transessuale da Sydney alla volta di Alice Springs. In sella ad un vecchio torpedone rosa shocking ribattezzato Priscilla.
Colonna sonora rigorosamente anni ’70.
Ci aggiungi un meccanico di larghe vedute e un Oscar per migliori costumi e non posso che amarlo.

Desidero ardentemente il vestito fatto di infradito. Costato solo 8 dollari.


“Fin da quando ero ragazzo ho fatto lo stesso sogno. Un sogno che adesso, finalmente, ho la possibilità di realizzare: arrivare fino al centro dell'Australia, scalare il Kings Canyon, come una regina, in un bikini di Gaultier, con lustrini, tacchi a spillo e la tiara.”

L’elenco delle cose da fare in Australia diventa pericolosamente lungo.