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martedì 5 ottobre 2010

Amore in cucina. Maloreddusu con gamberi e bottarga.


Una delle poche cose per cui spendo in viaggio è il cibo.
Ovunque io sia.
Qualunque cosa stia accadendo.

Assaporare i piatti locali.
Scoprire nuove ed impreviste combinazioni.
Nuovi sapori.

Ma mangiare non mi basta.
No. Voglio portare un poco di questa magia in Italia.
E cucinare per le persone che amo.

Australian Good Food.
In tutte le edicole.
E' mio.

Lo sfoglio curiosa.
Sorrido. Quando la vedo.
Sorprendente incontro tra le mie due isole.

Malloreddus con gamberi e bottarga affumicata.

Ingredienti per quattro persone:
Trecento cinquanta grammi di malloreddus (gnocchetti sardi).
Un cucchiaio di olio d’oliva.
Quattro spicchi d’aglio tritati.
Un piccolo peperoncino.
Sei foglie di basilico profumato.
Venticinque grammi di burro.
Cento grammi di bottarga grattugiata.

Otto gamberi tigre, sgusciati e puliti.
Due cucchiai di olio d’oliva.
Una carota, tagliata a rondelline.
Una cipolla tritata.
Un gambo di sedano tritato.
Tre spicchi di aglio tritati anche loro.
Quattro cento grammi di pomodori a dadini.
Mezzo mazzo di basilico.
Tre tazze di brodo di pesce.
Una foglia di alloro fresco.
Cinque grani di pepe nero.

Bagnare i gamberi con un cucchiaio di olio. Mettere in forno preriscaldato. 180°C per dieci minuti.
Con l’olio rimanente. Le carote. Le cipolle. Il sedano. E l’aglio. Fare un soffritto in una teglia. A fuoco vivace. Aggiungere i gamberi. Il pomodoro. Ed il basilico. Cuocere per cinque minuti. Quindi aggiungere il brodo. Sale e pepe.
Da quando bolle continuare la cottura a fuoco lento per mezz’ora. Con un colino separare il brodino dal resto. Tagliare i gamberi a dadini.
Cuocere i maloreddus. Nell’acqua di cottura versare due cucchiai del brodo di gamberi.
Scolare la pasta al dente. Molto al dente.
Ultimate la cottura con il condimento di gamberi. E il brodo rimasto.
Aggiungere il burro e la bottarga grattugiata. Far dorare per due minuti
Servire immediatamente.

Accompagnare con un bel vermentino di Sardegna.

domenica 19 settembre 2010

Esperienze irripetibili.





Dopo la pioggia. Nella foresta pluviale.
Siamo ritornati sulla costa. Dai nostri surfer preferiti. Che ci hanno accolto a braccia aperte.
Sino a data da definirsi.

Ci rilassiamo dopo una giornata sulla spiaggia.
Qualcuno suona.
Io ho ripreso a disegnare.
Qualcunaltro cucina.

Pollo alle albicocche.
Esperienza non ripetibile.

Per provare questo dolce brivido avete bisogno di:

Pollo surgelato. In quantità industriale.
Due scatole di albicocche sciroppate.
Del riso.

Una padella.
Tanto coraggio.

Mettete il pollo e le albicocche sciroppate in una padella. Accendete il fuoco. Aggiungete tutta l'acquetta residua.
E cuocete sino a che il pollo non sembra assumere un colore sano e vispo.
A questo punto il tutto galleggia in una melassa dolce.
Il tocco di classe è dato dal riso bollito. Che viene aggiunto a cottura ultimata per allungare il brodo.

Dopo quest'esperienza mistica mi rendo conto che dovrei smettere di disegnare.

E riprendere a cucinare.

giovedì 16 settembre 2010

Birra fatta in casa.

Da queste parti i surfisti coltivano il loro orticello. Pomodori. Cavoli. Patate. Nel retro.
Appendono cadaveri di vecchie tavole alle pareti.
Rubano i poster dei concerti.
La mattina dopo si alzano alle sei. Per un salto in mare prima di andare al lavoro.
E producono litri di ginger beer in casa.

Rinterpretando il concetto di giovani scapestrati.

Per produrre la vostra Ginger beer avete bisogno di:

Radici di zenzero. Grattuggiate. O in polvere.
Lievito.
Zucchero.
Succo di quattro limoni.
Una giara.
Un misurino.
Un canovaccio. Per filtrare.
Un elastico di plastica.
Tre o quattro bottiglie da due litri.
Un imbuto.

Aggiungete nella giara un cucchiaino di lievito. Due di zenzero. Quattro di zucchero. E mezzo litro di acqua fredda.
Mescolate il tutto. Sino a quando gli ingredienti si siano dissolti. Coprite con un panno e lasciate riposare.
Aggiungete ogni giorno due cucchiaini di zenzero. E quattro di zucchero. Per una settimana.

In una bacinella mischiate un chilo di zucchero. E un litro di acqua bollente.
Il succo di quattro limoni.
Bloccate con l'elastico il canovaccio attorno alla bacinella. Filtrate il contenuto della giara. Aggiungete ancora sei litri di acqua tiepida.

Riempite le bottiglie. Ma lasciate lo spazio perché possa fermentare.
Lasciate riposare per tre o quattro settimane. Facendo attenzione a non sigillare le bottiglie. Lasciatele sfiatare.
Ogni tanto controllatele. E fate uscire l'aria.

Mettete in frigorifero. E godetevi la vostra ginger beer fresca. Con gli amici.

Cheers!


Ps. Attenzione! Le bottiglie possono esplodere a causa della fermentazione! Evitate di dimenticarvele.

sabato 11 settembre 2010

Torture cinesi.

FOTO: buttha

La mia passione sfrenata per lo shopping trova un ostacolo ben preciso nella limitatezza del mio bagaglio.
Passeggiare per i negozi diventa una tortura cinese. A cui mi sottopongo per forgiare lo spirito. Temprare il carattere.

Quando voglio mettermi veramente alla prova entro in un negozio di arredamento.
Reparto cucina.

Le batterie di pentole mi sussurrano dolci melodie. Infide sirene.

I servizi di piatti stuzzicano le mie fantasie cromatiche più segrete.

I nuovissimi utensili in silicone promettono di risolvere qualsiasi mio dubbio esistenziale.

Io fremo. Chiudo gli occhi.
Resisto stoica.

Chiedendomi come ho fatto sin'ora a vivere senza l'indispensabile pela/affetta avocado automatico.

martedì 24 agosto 2010

Pizza time

FOTO: Pauline

Pizza.
Fatta in casa.

Per chi avesse mai dubitato delle mie capacità culinarie!

lunedì 23 agosto 2010

La sera. E' bello essere a casa.

La sera è bello tornare a casa. Dopo il lavoro.
E trovare questo dolce caos.
Intreccio di culture. E persone.
Una toccata e fuga.
Ognuno è di passaggio.
Ma lascia qualcosa qui.

Sul muro una cartina.
Ci sono anche io. Piccolo puntino nel mare d'europa.

Oggi cucinano le ragazze americane. Nachos e altri snack.
Abbiamo avuto una cena italiana.
Una ratatouille francese.
Una colazione/cena americana. Con brownies e salsiccia.

Certe esperienze formano il carattere!

domenica 22 agosto 2010

Amore al primo morso. Banana bread.


Sono arrivata a Sydney quarantotto ore dopo la mia partenza.
Alle otto del mattino. Ora locale.
Mentre a casa stavano tutti andando a letto.

Jet-lagged. Stanca. Infreddolita.
Sotto la pioggia.
Mi sono rifuggiata nel primo caffè che ho trovato.
Un cappuccino. E quell'affare lì.

Dopo il primo morso il mondo ha cominciato a sorridermi. Di nuovo.
Benvenuta a Sydeny!

Ingredienti:
Duecento cinquanta grammi di farina bianca.
Una bustina di lievito in polvere.
Mezzo cucchiaino di bicarbonato.
Cento grammi di zucchero.
Settanta cinque grammi di burro.
Due uova.
Due cucchiai di latte.
Due banane schiacciate.

Pre riscaldare il forno a cento sessanta gradi.
Mischiare farina. Bicarbonato. Lievito. E un pizzico di sale.
Lasciare da parte.
Mischiare zucchero e burro. Con la frusta elettrica. Aggiungere le uova una alla volta. Poi il latte. E la farina preparata prima. Facendo attenzione ai grumi.
Aggiungere le banane.
Imburrare una teglia. Infornare per quaranta minuti circa.

Orgasmica.

domenica 8 agosto 2010

Strani mix. Tacos di pesce alla griglia.


Paese che vai cucina che trovi.
L’Australia è un paese “giovane”. Non vanta una gran tradizione culinaria.
Ma è anche un paese che assorbe volentieri le influenze straniere.

Incalzante varietà di proposte. Continue sorprese. Novità sempre più fantasiose.

Fusione tra Oriente ed Occidente. Mod Oz lo chiamano.
Spezie dall’Oriente. Pesce fresco. Carni tenere e gustose.
Caffè. Vini famosi in tutto il mondo.
Da sola la Tasmania produce cinquanta varietà di formaggi.
Ed io adoro i formaggi.

Propongo una ricetta. Mix di culture. E tradizioni.
Tacos. Di pesce al barbecue.


Ingredienti per quattro persone:
Quattro tacos già pronti.
Quattro cento grammi di filetti di pesce bianco già pulito.
Olio d’oliva.
Succo di un limone.
Cento cinquanta grammi di maionese giapponese*.
(*Più dolce di quelle normali. Si trova in qualsiasi bottega giapponese)

Per la salsetta di pomodoro:
Tre pomodori.
Ottanta grammi di cavolo rosso tagliato sottile.
Due cucchiaini di coriandolo.
Due cucchiaini di succo di limone.
Due cucchiai di olio d’oliva.

Per il guacamole:
Due avocado belli morbidi.
Un quarto di tazza di succo di limone.
Tre cipolle tagliate sottili.
Due cucchiaini di coriandolo.

Tagliare i pomodori a pezzetti. Aggiungere il condimento. Lasciare marinare.
Schiacciare con una forchetta l’avocado. Aggiungere i condimenti. Lasciar riposare. Con il nocciolo dell’avocado.
Nel frattempo accendere la griglia. O il barbecue. Bagnare il pesce di stagione con il limone e l’olio. E cuocerli per 8-10 minuti.
Scaldare anche le tortillias sulla griglia. Per 1-2 minuti.
Riempirle con il pesce grigliato. La salsetta di pomodoro. Il guacamole. E la maionese giapponese.

Buon appetito.

venerdì 30 luglio 2010

Dolcissimi momenti. Torta Pavlova.


Mi piace cucinare. Specialmente per gli altri.
Lo faccio anche a casa degli amici.
Automaticamente.
Ad un certo punto mi alzo.
La mia vena terrona inizia a pulsare. Apro il frigo. E inizio a cucinare per tutti.

"Scusate. Non vi ho neanche chiesto cosa volete."
"Non ti preoccupare. Si vede che sei una brava cuoca. Sei bella in carne."

Ah. Meno male che ci sono gli amici.

La torta Pavlova è stata ideata da uno chef di Perth in onore di una famosa ballerina russa.
Anche se un dolce a base di meringa, crema pasticcera e frutta non mi trasmette esattamente l'idea di leggerezza.

Ingredienti:
1. Tre albumi
2. Cento cinquanta grammi di zucchero semolato
3. Un cucchiaio di maizena
4. Un cucchiaio di aceto di vino bianco
5. Fragole fresche (frutta a piacere)
6. Panna fresca
7. Crema pasticcera

Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale. Aggiungere a poco a poco lo zucchero. La maizena. L'aceto.
Foderare una teglia con carta forno. Formare con gli albumi montati a neve un cerchio lasciando i bordi più alti rispetto al centro.
Forno ventilato a 120° per 2 ore circa.
Far freddare la meringa.
Riempire l'interno di crema pasticcera. Montare la panna e stendere su tutta la torta. Decorare con la frutta.

Sembra facile. Ma la meringa è infida e bastarda. Sul più bello s'affloscia.
Serve una certa esperienza.
Ma ne vale la pena.

mercoledì 9 giugno 2010

Mai lasciare il sentiero conosciuto per quello nuovo


Foto: Let's Eat


Adoro le scelte irrazionali. Quelle che prendi senza un motivo e ti fan scoprire cose nuove. Piccole sorprese in una giornata piatta.
Birreria. Sul menù vantano 600 tipi di birra. La scelta è facile. XXXX Australia. È pure buona