martedì 6 luglio 2010

Milano è una puttana



Milano o lo odi o la ami. Io la amo.
Ha un fascino tutto suo. Ti ammalia. Ti fa mille promesse.
E non si da mai del tutto.
Ti lascia sempre quell’amaro in bocca che poi torni a cercarla.
Lei è sempre li.

Mi fa impazzire l’idea di lasciarla. Tre mesi. La vita le scorre dentro anche senza di me.
Mi mancherà.

Poi tornerò. E tornerò ad impreccare contro la neve, la pioggia e l’afa.

lunedì 5 luglio 2010

Il viaggio di una vita


La prima volta che ho visto un treno ero vecchiotta.
Piccola sarda alla scoperta del mondo:
Un fine settimana d’amore a Venezia.
Una gelida Vienna d’inverno.
Firenze. Firenze e Firenze.
Un’estate germanica.
Da Mosca a San Pietroburgo. E ritorno.
Faenza. Padova. Roma. Gli amici son ovunque. I treni arrivano ovunque.

Darwin. Alice Springs. Adelaide.
Dal Nord tropicale al sud temperato. Passando per il deserto.
The Ghan ripercorre le strade delle carovane. Sulle tracce dei cammelli afghani.

Due notti. Duemila novecento settantanove chilometri.
Mi attendono ore ed ore di imprevedibili conversazioni notturne.

Se non parli con gli sconosciuti ne sarai sempre circondato.



domenica 4 luglio 2010

Mi sono fatta male. Un pochino.

FOTO: fascina


Lo ammetto. Avevo bevuto.
Un bicchierino. O forse due.

Ma non è quello.

Di solito le panchine le vedo. Anche al buio. Anche con due bicchierini in corpo.

Non riesco a capire come ho fatto questa volta a rovesciarmela addosso.
Continuo a sostenere che gli oggetti provino un insano gusto a mettersi sulla mia strada.
Per complicarmi le cose. E questa volta mi sono fatta male.
Ho una caviglia che sembra quella di un lottatore di sumo. Dentro un praticissimo ed estivissimo gesso. E pulsa.

C'ha messo un po' prima di inizare a farmi male.
Nel frattempo sono riuscita a tornare in pista.
Farmi venire un calo di pressione.
Non capire più dove fossi.
E gettare le braccia al collo della mia amica:
"Marta. Marta. Sto male"
"Quella non è Marta. E' Morena, la mia ragazza!"

Ho rischiato di farmi picchiare da qualche camionista gelosa.

Odio l'estate


FOTO: [auro]

Odio l'estate. E il caldo.
Quando si smette di vivere. E si inizia a vegetare.
Ammetto che vegetare su una spiaggia in Sardegna è decisamente meglio che vegetare a Milano. Concordo.

Ma a me l'estate non piace.
Mi piace l'autunno. La primavera. Al massimo l'inverno.
Ma l'estate proprio no.

In estate mi annoio. Mi son sempre annoiata. Io ho bisogno di fare. Agire. Muovermi. Produrre.
(Tristi influssi milanesi)

Per questo son sempre scappata. Via lontano.
Nella fresca Inghilterra. Nella piovosa Scozia. A studiare inglese.

Lontano dall'odiosissimo sole.

Ad agosto in Australia è inverno.
Gioia e tripudio.

sabato 3 luglio 2010

Ogni paese ha le tradizioni che si merita


FOTO: Grooveb


Le fiere:
Le giostre. Lo zucchero filato. Il tiro a segno.

Le sagre di paese:
La musica. I vecchietti che ballano. E tu che sei troppo timida per buttarti in mezzo. Ma lo vorresti davvero. Con tutta te stessa.
E la carne alla griglia. E l’odore del fuoco nei capelli.

Le sfilate in costume:
Uomini e donne bellissimi nella magnificenza dell’orgoglio storico. Il passato che ti sorride. Un passato forse neanche mai esistito. Ma che ti piace immaginare così.

Ogni paese ha le sue tradizioni. Che rivivono. E si rinventano.
E sono il modo migliore per conoscere un paese.

L’Australia offre un’ampia scelta di sagre:
Corse dei cammelli.
Regate sui letti asciutti dei fiumi.
Regate di barche costruite con le lattine di birra.


Ogni paese ha le tradizioni che si merita.

venerdì 2 luglio 2010

Talenti canori




Da bambina andavo a scuola dai preti.
Preghiera ogni mattina. Messa la domenica. O il sabato pomeriggio.
Ritiri spirituali a Terra Mala.
(Ma quanto mi piaceva quel posto. Eucaliptus e mare. Mare ed eucaliptus)

Tutto sempre condito dal canto.
L’ Alleluja. L’ Ave Maria. Eccomi Gesù.

A quel tempo ero molto religiosa. Cantavo con tutto il mio cuore. E tutta la mia voce.
E nessun bambino voleva sedersi accanto a me.

Ero stonata come una campana.

Crescendo ho perso la fede. Ma non il mio talento canoro.
Una nota ogni dieci ogni tanto la prendo.
Se mi impegno.

In Australia si dev’essere sparsa la voce. E si preparano.
Multa a chi canta in pubblico.
Mille trecento venti dollari.

Ah, se becco chi ha fatto la soffiata...

giovedì 1 luglio 2010

Top ten delle cosa da fare prima di laurearsi per complicarsi la vita


FOTO: da qui

1. Organizzare un viaggio il più lontano possibile.

2. Decidere di cambiare casa. Per sentirti come Grace. E non avere uno straccio di macchina per il trasloco.

3. Rendersi improvvisamente conto che la tua banca è a Pisa. Tu a Milano. E decidere di cambiarla. Ovviamente dopo aver buttato via tutti i documenti utili.

4. Essere testardi. Iniziare un blog e impuntarsi di fare un post al giorno.

5. Scoprire Tumblr e Twitter. E perderci un’infinità di tempo. Inutilmente.

6. Sbagliare il titolo della tesi. E doverla ristampare.

7. Continuare ad ignorare il fatto che dopo aver stampato la tesi devi pure preparare la presentazione.

8. Rifiutarsi di fare la spesa. E mettere a dura prova la tua fantasia culinaria.

9. Continuare ad alzarsi tutte la mattine alle otto per andare a nuotare. Per avere la vasca solo per te.

10. Scoprire che i puffi sono massoni. E cadere in depressione.