sabato 31 luglio 2010
Baristi. Alcool e licenze.
I baristi mi son sempre stati simpatici.
Dietro il bancone hanno le chiavi della felicità.
E nei film hanno sempre le battute migliori.
Per questo vigono tre feree regole:
Uno. Sorridi sempre al barista.
Due. Non me la ricordo.
Tre. Mai uscire col barista.
E come al solito sarebbe stato meglio seguirle.
In Australia hanno qualche problemino con l'alcool.
Per fare il barista serve la licenza. Un giorno di corso. Per imparare cosa sia un drink standard.
Se qualcuno si ubriaca e causa dei danni il responsabile è chi gli ha servito da bere.
Elementare Watson.
Il colpevole è il barista.
Non ho ancora capito se sia una trovata geniale o meno.
venerdì 30 luglio 2010
Dolcissimi momenti. Torta Pavlova.

Mi piace cucinare. Specialmente per gli altri.
Lo faccio anche a casa degli amici.
Automaticamente.
Ad un certo punto mi alzo.
La mia vena terrona inizia a pulsare. Apro il frigo. E inizio a cucinare per tutti.
"Scusate. Non vi ho neanche chiesto cosa volete."
"Non ti preoccupare. Si vede che sei una brava cuoca. Sei bella in carne."
Ah. Meno male che ci sono gli amici.
La torta Pavlova è stata ideata da uno chef di Perth in onore di una famosa ballerina russa.
Anche se un dolce a base di meringa, crema pasticcera e frutta non mi trasmette esattamente l'idea di leggerezza.
Ingredienti:
1. Tre albumi
2. Cento cinquanta grammi di zucchero semolato
3. Un cucchiaio di maizena
4. Un cucchiaio di aceto di vino bianco
5. Fragole fresche (frutta a piacere)
6. Panna fresca
7. Crema pasticcera
Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale. Aggiungere a poco a poco lo zucchero. La maizena. L'aceto.
Foderare una teglia con carta forno. Formare con gli albumi montati a neve un cerchio lasciando i bordi più alti rispetto al centro.
Forno ventilato a 120° per 2 ore circa.
Far freddare la meringa.
Riempire l'interno di crema pasticcera. Montare la panna e stendere su tutta la torta. Decorare con la frutta.
Sembra facile. Ma la meringa è infida e bastarda. Sul più bello s'affloscia.
Serve una certa esperienza.
Ma ne vale la pena.
giovedì 29 luglio 2010
La valigia quattro stagioni.

Alle prese con l'incubo di ogni donna.
La valigia.
Ventitre chili per quattro stagioni.
Missione impossibile.
Continuo a riempirla. Svuotarla. E dire addio ad un necessario capo d'abbigliamento. Sperando che questa volta ci sia spazio per tutto.
Per il momento sono riuscita ad inserire, in ordine sparso:
1. Tre maglioni pesanti.
2. Calze di lana.
3. Cappellino. Sciarpa. Guanti.
A Sydeny è inverno.
4. Lenzuola.
5. Asciugamani.
6. Infradito.
Va bene il couch surfing. Ma c'è un minimo d'igiene al quale non riesco a rinunciare.
7. Pantaloni neri e camicia.
Abbigliamento semi-serio per ogni possibile lavoro. Non posso sperare di fare solo il muratore.
8. Giacca.
9. Stivali. E un paio di scarpe estive.
10. Un quantitativo illimitato di jeans. Che vanno sempre bene.
11. Un quantitativo illimitato di magliette e canottiere. Per lo stesso motivo.
12. Costume da bagno.
13. Pantaloncini corti.
14. Vestitini.
E che cazzo. Da qualche parte sarà pure estate. No?!
14. Beauty case. Phone con diffusore. Per la mia chioma fluente e ribelle.
15. Amico-Mac. Con inutili accessori.
16. Talìa. La mia reflex.
Venni. Vidi. Vinsi.
Si chiuse.
Ip ip urrà.
mercoledì 28 luglio 2010
Incontinenza verbale
Comunicare. Con ogni mezzo. Ad ogni costo.
Non ero una bambina comunicativa. Crescendo son diventata logorroica.
Parlo. Parlo. Faccio un sacco di rumore.
Uso ogni mezzo a mia disposizione.
Ma non sempre comunico.
Quasi mai.
Preferisco ascoltare. Guardare. Leggere. Conservre dentro di me.
Non sembra molto credibile.
Ma odio stare al telefono. Mi distraggo facilmente.
Qualsiasi cosa sul mio campo visivo distoglie la mia attenzione.
Mi dimentico di rispondere ai messaggi.
Di richiamare le persone.
Di raccontare.
Il telefono suona. Provo un brivido di invasione.
Poi passa. Ma è la prima sensazione. In assoluto. Veloce e fugace.
Vado in Australia. Spero di venir perdonata quando non rispondo.
"Il telefono non prende. Il fuso orario. Il lavoro..."
Non ho più scuse. Hanno inventato un telefono che prende anche nel deserto.
Maledetti australiani.
martedì 27 luglio 2010
In vena di sentimentalismi
Sono arrivata a Milano tre anni fa. A novembre.
Lei era bellissima. Tutta rossa e oro. Il cielo blu e l'aria fredda dell'autunno.
Io ero delusa ed amareggiata. Dall'amore. E da una città che non ero riuscita a vivere appieno.
E in questi tre anni ho dato il peggio ed il meglio di me stessa.
Ho imparato ad essere ordinata. A modo mio.
Ho smesso di rifugiarmi dentro lo studio ed i miei silenzi.
Ho imparato a contare su me stessa. E ad amarmi e stimarmi.
Ho incontrato persone meravigliose. Un po' per caso e un poco per sfacciataggine.
Qualcuno è passato e ha lasciato qualcosa. La passione per la fotografia. Una ricetta. Una macchia di vino sul muro. Una sciarpa.
Qualcun'altro va e viene. Per qualche giorno o qualche mese.
Altri son entrati nella mia vita e non se ne vogliono proprio andare. Ed io in fondo non vedo l'ora di tornare per iniziare questa nuova avventura con loro.
La laurea. Il trasloco. L'Austarlia.
A novembre quando tornerò sarà tutto nuovo e tutto diverso.
E' un'emozione bellissima. Questa pagina bianca davanti. Ancora tutta da scrivere.
lunedì 26 luglio 2010
Animalismi
domenica 25 luglio 2010
Ho sempre avuto un pessimo rapporto con la geografia.

Foto: presa da qui
Ora dispongo di una guida dell'Australia.
E vengo a scoprire cose interessantissime.
Sydeny non è la capitale.
E' Canberra.
E' imbarazzante ammetterlo. Ma io non lo sapevo.
Ho sempre avuto un pessimo rapporto con la geografia. E la biologia.
In storia invece vado alla grande. Anche in letteratura. Ed educazione fisica.
Ma con la geografia...
In quarta elementare presi l'unico due di tutta la mia carriera scolastica. Al tempo non sapevo ancora che Reggio Calabria fosse in Calabria. Ora almeno questo l'ho imparato.
Per me un posto non esiste sinché non lo vedo.
Fuori da Milano la Lombardia non esiste. Anche se un numero non ben precisato di stazioni regionali cerca di farmi credere il contrario.
Ma resisto ben salda nelle mie convinzioni.
Camberra è nata nel 1908 nel bel mezzo del nulla. Per far dispetto a Sydeny e Melbourne.
Equidistante dalle due candidate capitali. Ugualmente sconveniente per tutti.
Oggi è la città più verde dell'Australia.
E l'unica in cui puoi incontrare un canguro nel bel mezzo della strada.
Non posso perdermela.
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